Il "fantasma" del Mario Argento, viaggio all'interno di un mitico impianto divenuto discarica (VIDEO)

L'ex palazzetto dello sport di Napoli è ridotto ad essere una discarica. Un vero e proprio monumento all'incuria. Il nostro viaggio all'interno di quello che resta tra degrado, rifiuti e tanti rimpianti.
Il Mario Argento di Napoli, un nome mitico, una storia indimenticabile per gli amanti del basket. Ma negli ultimi decenni è diventato il simbolo della decadenza degli impianti sportivi napoletani. Un Palazzetto dello Sport sventrato e mai più ricostruito, un rudere, un fantasma, una discarica nel cuore di Fuorigrotta. Il triste declino di un impianto leggendario, durato appena 35 anni. Edificato nel quartiere di Fuorigrotta in occasione dei Giochi del Mediterraneo 1963, insieme alla piscina Scandone, fu inaugurato con una partita di pallacanestro fra l'Italia e la Siria, vinta dai padroni di casa. Fu per tanti anni la case del Napoli basket in Serie A, la mitica Fides Partenope ci vinse anche una Coppa delle Coppe nel 1970 contro i francesi del JA Vichy. Negli anni '80 furono poi organizzati tanti eventi internazionali, oltre che di basket, anche di tennis, boxe e pallavolo.
Il 6 giugno 1998 il PalaArgento è stato chiuso per lavori di adeguamento alle norme antisismiche. Tuttavia, avviata la prima fase dei lavori, fu approvata una modifica della normativa antisismica che comportava quindi il rifacimento completo della struttura. Nel 2002 sembrava tutto pronto per l'avvio dei lavori ma ci furono degli imprevisti. Il terremoto nel Molise aveva mutato di fatto il livello di allarme sismico per la Campania che saliva da “basso rischio” a quello medio. Di conseguenza anche i parametri antisismici subivano un mutamento.
Nonostante il progetto pervenuto e nonostante l'esborso di oltre nove milioni di euro, l'amministrazione municipale decise di pubblicare un nuovo bando di lavori. Di fatto, il primo lotto dei lavori avrebbe dovuto essere consegnato ad agosto 2007; prevedeva la costruzione della parte principale con una capienza di 6.500 posti, al quale poi si sarebbe integrato il secondo, portando la capienza ad oltre 8.000 posti a sedere.
I lavori iniziarono nel giugno 2005, quando le ruspe demolirono la vecchia struttura, ad eccezione delle due tribune che furono preservate per presunti vincoli di natura architettonica. A causa delle numerose varianti in corso d'opera, la cui necessità si è palesata dopo la demolizione della struttura, si è registrato un incremento dei costi che divennero insostenibili per l'amministrazione municipale.
Di conseguenza, i lavori si interruppero dopo pochissimo tempo, lasciando le due tribune esposte agli agenti atmosferici; allo stato attuale esse sono ormai ridotte a ruderi irrecuperabili, e quindi il nuovo impianto dovrà essere totalmente ricostruito a nuovo. All'interno è cresciuta una folta vegetazione, oltre che essere diventata una vera e propria discarica con materiale di risulta e rifiuti di ogni genere. Un vero e proprio monumento all'incuria. Un enorme peccato.
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