De Laurentiis: "La storia del Napoli è lunghissima. Dobbiamo piazzare 25 giocatori. Allegri tecnico aziendalista"

Conferenza stampa di presentazione della nuova maglia del Napoli 2026-2027. Aurelio De Laurentiis ha lungamente parlato nel corso dell'evento dedicato alla stampa.
E' il grande giorno della presentazione alla stampa e ai tifosi della maglia del Napoli home 2026-2027. Una divisa speciale che accompagnerà la compagine azzurra durante la lunga stagione del Centenario del club. L'evento si è tenuto a bordo della nave MSC World Europa. Presente anche Aurelio De Laurentiis, il presidente, a partire dalle ore 15:00, ha lungamente parlato.
Il discorso di De Laurentiis alla presentazione della maglia del Napoli
Le parole di De Laurentiis: "Mio padre si è laureato qui a Napoli alla Federico II e voglio dare il benvenuto al nuovo rettore Andrea Mazzucchi. Voglio ringraziare Gianluigi Aponte, suo figlio Diego, e Leonardo Massa, che ci hanno messo a disposizione questa nave. La famiglia Aponte mi ha dato ancora fiducia appoggiando il progetto Napoli. Siamo qui per presentare la nuova maglia 2026/2027 l'elemento più importante di questo Centenario. Durante l'anno festeggeremo cento anni e più questa straordinaria storia. Dico 100 anni e più perché la lunghissima storia azzurra nacque già prima nel 1906, nel 1922 facendo nascere l'InterNaples, poi nel 1926 nacque il Napoli. C'è una data simbolica che è il 1 agosto 1926, ma è simbolico, perché la storia ha tanti momenti diversi. Per un anno intero saremo impegnati con manifestazioni, incontri e dibattiti, ma anche con un film che stiamo scrivendo con De Giovanni e Carratelli che sarà nelle sale in autunno. Stiamo pensando ad una festa in città per il 1 agosto con un incontro con le leggende azzurre, porteremo il Centenario anche fuori dai confini italiani".
"Il claim sarà Pe' Cient'anne"
De Laurentiis prosegue: "Il nostro claim sarà Pe' Cient'anne, vogliamo guardare indietro, ma anche lontano. Vogliamo che il Napoli continui a crescere e a rappresentare nel mondo la forza della sua terra. Il Calcio Napoli è rappresentativo della proprio città, esiste un legame profondo che non si compra e non si costruisce artificialmente, le immagini delle vittorie degli ultimi scudetti sono state seguiti da milioni di persone. Napoli città sta crescendo insieme come la squadra".
"Questo è il momento di Napoli"
Il presidente prosegue: "Questo è il momento di Napoli e si allinea con la crescita della squadra che vuole iniziare una nuova fase. Per questo è tornato a far parte il Corsiero del Sole. La Treccani per la prima volta nella sua storia secolare farà un omaggio ad una squadra di calcio. Oggi presentiamo questa maglia creata da mia figlia Valentina, con Emporio Armani. Volevamo una divisa che accompagnasse Napoli per tutta la stagione, una maglia che indicasse la voglia di voler galoppare verso i nuovi successi. Questa maglia unisce il presente e futuro per questo abbiamo voluto lanciarla con un'immagine di Diego Armando Maradona, lui continua a camminare con noi, fa parte della storia".
Gli sponsor del Napoli sulla maglia
"Questa divisa presenta i nostri sponsor MSC, Dongfen e Sorgesana, ringrazio Arnone che è insieme a noi dal 2005. Abbiamo vissuto insieme promozioni e trionfi con 7 trofei e addirittura 2 scudetti, siamo in Europa da 14 anni, siamo stati quasi sempre ai vertici. Grazie al sostegno dei tifosi, perché un presidente ha le sue idee, ma il sostegno dei tifosi è fondamentale".
L'importanza delle strutture
De Laurentiis parla del tema strutture: "Siamo stati sempre un club sostenibile e sarà importante sottolinearlo anche per il futuro. Sono stato recentemente negli Stati Uniti, non ero fiducioso perché Infantino non mi aveva convinto, ho visto due partite oltre a quelle in televisione e ho visto uno stadio che ha quasi 90.000 posti. Due partite, una della Svizzere per far felice mia moglie contro la Bosnia, e l'altra Belgio-Iran, dove il Belgio ha due nostri giocatori, e quando sono arrivato fermati dalla Polizia, con cani addestrati, in 30 secondi siamo arrivati in gare, e siamo arrivati nelle nostra suite particolari, che c'è ne sono 226, uno stadio 6 milioni di dollari. Caro sindaco, anche se non sei tifoso del Napoli, ti stimo, Fico è tifoso del Napoli, ma dico fare una contrapposizione muscolosa non va bene, dobbiamo renderci conto incontrandoci come massimizzare gli sforzi economici e miei. Il Nord è il numero 1 del calcio e al Sud siamo poverelli, io ho invertito questa linea, però bisogna darsi da fare. Se Inter e Milan e anche la Roma investiranno milioni per lo stadio, noi tra 4-5 anni non riusciremo a rendere competitiva la squadra, come ho sempre fatto io con grandi sacrifici vincendo due scudetti e stando 16 volte in Europa".
"Il Napoli non fattura come Inter, Milan e Juventus, il Napoli, come diceva Conte deve faticare, ma servono le strutture, io posso mettere le mie forze economiche, ma servono le strutture. Io non potevo raggiungere questi obiettivi senza l'amore di mia moglie e dei miei figlie. Non sarei riuscito ad ottenere questi obiettivi senza Chiavelli, senza i tecnici da Reja a Mazzarri, da Benitez e Ancelotti, fino a Gattuso. Da Spalletti a Conte. Senza dimenticare Pierpaolo Marino, Bigon, Giuntoli e Giovanni Manna. Ma soprattutto i tifosi. Noi siamo arrivati qui senza trovare nulla, centro sportivo, da un fallimento. Io ora lavorerò ogni giorno per lo stadio e il centro sportivo. Festeggeremo fino al 2027 da mo e P'è Cient'anne", dice il presidente evidentemente commosso.
De Laurentiis rispondendo a Roberto Fico ha ribadito l'importanza delle strutture: "Chiedo ufficialmente un tavolo con la Regione Campania e il Sindaco per parlare fattivamente della situazione del Maradona, bisogna essere chiari e matematici. Bisogna capire se conviene ristrutturare il Maradona o fare un nuovo stadio. Perché se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriere di introiti atti a far sì che calcio Napoli non può essere competitivo con le squadre del Nord dobbiamo dire a i tifosi che non possiamo più essere competitivi come abbiamo fatto negli ultimi 22 anni. Per me la matematica è una scienza esatta, ma bisogna conoscere i numeri primi. Le bugie prima o poi vengono fuori".
De Laurentiis spiega la scelta di Allegri
De Laurentiis spiega la scelta di Allegri: "Ho scelto un allenatore che ha vinto moltissimo in Italia e che è arrivato a due finali di Champions, dando continuità quindi a ciò che abbiamo fatto. Noi lo presenteremo il 14 alle 11.15 al Teatro San Carlo e lì ci sarà un dibattito con le vostre domande".
Bisogna vendere almeno 25 calciatori
"Ho ricevuto tante proposte di giocatori, ma il Napoli ha 47 giocatori e almeno 25 ne devono uscire prima di cominciare ad acquistare. Se ci sono dei buchi serve acquistare, ma se ci sono già più giocatori per ogni ruolo. Poi bisogna parlare con l'allenatore per capire, ognuno ha la sua metodologia, Allegri è aziendalista e con lui andremo molto d'accordo".
De Laurentiis e l'importanza simbolica del cavallo
De Laurentiis parla dell'importanza simbolica del cavallo: "Baracca aveva usato il Corsiero sul sue aereoplano, poi Ascarelli lo ha utilizzato, poi Ferrari e anche la Porche hanno usato il cavallo. Poi per i cinesi è l'anno del cavallo, abbiamo anche uno sponsor di un'auto cinese, più coincidente di queste. Mio padre quando ero bambino mi portava a vedere le corse di cavalli poi quando facevamo le riunioni di sceneggiatura, mi portava alle corse, rovesciava una mare di soldi e scommetteva bene. Il cavallo è stato un po' un nostro simbolo, poi è il simbolo di Max Allegri. Anzi Max mi consigli dove prendere un cavallo così gli mettiamo il fantino con la maglia azzurra".
De Bruyne testimonial della nuova maglia
De Laurentiis aggiunge: "Questa maglia sta bene anche De Bruyne? La maglia sta bene a qualunque calciatore che indossi la divisa con un senso di appartenenza forte".
La prima pietra del nuovo stadio nel 2027?
De Laurentiis spiega: "Io se non troverò ostacoli burocratici metterò la prima pietra per lo stadio. Questo è un paese molto strano dove i politici fanno la politica guardando allo specchio loro stessi, ma non guardano i cittadini. L'America, con tutti i difetti che ha, hanno grande rispetto per il successo. In Italia c'è invidia del successo. Si rende la vita impossibile a chi si spacca la schiena per ottenere successo".
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