Alla scoperta di Anan Khalaili, il baby Hakimi. L'esterno che piace al Napoli
Anan Khalaili, nome nuovo accostato negli ultimi giorni al Napoli, alla scoperta di questo giovane esterno israeliano.

Nel calcio moderno esiste una categoria di esterni offensivi che vive di gesti spettacolari, e un’altra che invece capace di modificare la struttura delle partite attraverso intensità, profondità e continuità di corsa. Anan Khalaili, nome nuovo accostato nelle ultime ore al Napoli, appartiene chiaramente alla seconda specie: un interprete moderno della fascia, capace di fondere accelerazione, disciplina tattica e aggressività negli spazi aperti.
Alla scoperta di Anan Khalaili
Nato ad Haifa nel 2004 in Israele, cresciuto calcisticamente nel vivaio del Maccabi Haifa e poi esploso definitivamente con l’Union Saint-Gilloise in Belgio, Khalaili rappresenta oggi uno dei profili più interessanti del calcio israeliano contemporaneo. Non soltanto per produzione offensiva, ma soprattutto per compatibilità con il calcio europeo ad alta intensità.
Alto 1,83 metri, destro naturale, nasce formalmente come ala destra ma interpreta il ruolo in modo fluido: esterno puro in ampiezza, quinto offensivo in sistemi 3-4-2-1, attaccante laterale in transizione e, in alcune fasi, persino seconda punta di pressione.

La storia calcistica di Khalaili parte dal Beitar Haifa, prima del passaggio al settore giovanile del Maccabi Haifa, una delle accademie più produttive del calcio israeliano. Il talento emerge rapidamente soprattutto per una caratteristica rarissima nelle categorie giovanili: la capacità di mantenere controllo tecnico ad alta velocità.
Non è il classico funambolo da dribbling statico. Khalaili cresce come giocatore di campo aperto. La sua formazione coincide con una trasformazione tattica del calcio israeliano, sempre più orientato verso ritmi europei, pressing offensivo e verticalità. In questo contesto sviluppa due qualità decisive: conduzione lunga in progressione e attacco immediato della profondità laterale.
Durante il prestito formativo al Neve Yosef, stagione fondamentale per la sua crescita, segna 25 reti in 24 partite, numeri che convincono il Maccabi Haifa a riportarlo immediatamente nel proprio sistema tecnico.
L’ESPLOSIONE AL MACCABI HAIFA: IL SALTO NEL CALCIO EUROPEO
Il vero impatto mediatico arriva nella stagione 2023-24. Con il Maccabi Haifa, Khalaili smette di essere soltanto un prospetto e diventa un titolare funzionale anche nelle competizioni UEFA. La sua crescita coincide con un utilizzo tattico estremamente intelligente:
ala destra in 4-3-3;
esterno di transizione in 4-2-3-1;
riferimento laterale nei ribaltamenti immediati.
In Champions League e nelle competizioni europee mostra soprattutto maturità senza palla. È qui che emerge il tratto più interessante del suo calcio: non monopolizza il possesso, ma aumenta il valore delle transizioni offensive. Quando riceve palla orienta subito il corpo in verticale, attacca l’esterno del terzino, riduce i tocchi e cerca immediatamente profondità o rifinitura rapida. La sua partita contro la Fiorentina nel marzo 2024, culminata con un gol nel finale, lo introduce di fatto definitivamente al pubblico europeo.

CARATTERISTICHE TECNICHE: UN ESTERNO DA CALCIO AD ALTA INTENSITÀ
Khalaili non è ancora un creatore seriale di gioco associativo, ma possiede attributi estremamente ricercati nel calcio contemporaneo.
Accelerazione e campo aperto
La sua qualità dominante è la progressione. Nei primi metri genera separazione con facilità e riesce a mantenere velocità elevata anche palla al piede. Questo lo rende devastante nelle transizioni, nei recuperi alti e negli attacchi sul lato debole. Quando trova spazio alle spalle della linea difensiva, il suo calcio cambia ritmo alla partita.
Occupazione degli half-spaces
Pur partendo largo, tende spesso a muoversi internamente senza palla, non per palleggiare, ma per attaccare il corridoio interno, liberare la corsia per il terzino o ricevere fronte alla porta in quello che è un movimento tipico degli esterni moderni di scuola nord-europea.
Pressione e lavoro difensivo
Uno degli aspetti che più ha convinto gli osservatori europei è la disponibilità in fase di non possesso. Khalaili pressa con continuità, rincorre, copre linee di passaggio e mantiene aggressività anche dopo perdita del pallone. Questo lo rende particolarmente adatto a pattern come gegenpressing, sistemi orientati sull’uomo, blocchi medi aggressivi.
Limiti attuali
Il margine di crescita resta significativo perché diversi sono al momento i limiti da colmare. In particolare, deve aumentare la qualità dell’ultimo passaggio, può migliorare nella gestione dei tempi di rifinitura e tende ancora ad affidarsi troppo alla conduzione diretta. Anche la produzione realizzativa può diventare più continua, soprattutto entrando con maggiore frequenza in zona centrale.
L’esperienza al Union Saint-Gilloise: maturazione europea
Il trasferimento all’Union Saint-Gilloise nel 2024 rappresenta un passaggio strategico perfetto. Il calcio belga, soprattutto quello dell’Union, è uno dei migliori ecosistemi europei per sviluppare esterni offensivi verticali. In Belgio Khalaili è evoluto tatticamente, fisicamente e nella lettura collettiva. L’Union utilizza principi molto dinamici come la riaggressione immediata, esterni molto alti e occupazione aggressiva delle transizioni. In questo sistema il suo calcio ha trovato l’habitat naturale che gli ha consentito di crescere anche nel rendimento internazionale, con apparizioni europee sempre più convincenti e una progressiva valorizzazione economica.
ADATTABILITÀ TATTICA: DOVE RENDE AL MASSIMO
La versatilità è uno degli elementi che più aumentano il valore prospettico di questo giocatore.
In un 4-3-3 rende come ala destra classica, garantendo ampiezza iniziale, attacco del terzino e profondità costante.
In un 3-4-2-1 può agire da esterno a tutta fascia offensivo, ma anche da sotto-punta laterale. La sua intensità lo aiuta a coprire lunghe distanze.
In un calcio di transizione è probabilmente il contesto ideale. Più il ritmo cresce, più Khalaili aumenta efficacia. Nei campionati ad alta intensità può diventare devastante.
In possesso consolidato, invece, deve ancora evolvere nella ricezione tra linee, nella pura creatività e nella gestione di difese basse.
IL PROFILO EUROPEO: PERCHÉ PIACE AGLI SCOUT
Negli ultimi mesi diversi osservatori, anche inglesi, hanno monitorato la sua crescita, attratti soprattutto da velocità strutturale, età, sostenibilità economica, adattabilità a calcio intenso. Khalaili incarna perfettamente il profilo che molti club cercano oggi: atleta prima ancora che solista, esterno funzionale, giocatore verticale, interprete da calcio dinamico europeo. Non è ancora una superstar tecnica, ma può diventare un giocatore di sistema di altissimo livello.

CONCLUSIONE
Anan Khalaili è il prodotto di un calcio moderno che richiede agli esterni molto più del semplice dribbling. Deve correre, pressare, occupare spazio, leggere le transizioni e mantenere intensità per novanta minuti.Il suo percorso — dalle giovanili di Haifa alla dimensione europea del Belgio — racconta l’evoluzione di un giocatore costruito più sulla funzionalità ad alta velocità che sull’estetica individuale. Ed è proprio questa la sua forza più interessante: Khalaili non rallenta il gioco per mettersi in mostra, lo accelera.

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