Zielinski non è Milinkovic: il Napoli ha (almeno) due bandiere

Si dice che le bandiere siano scomparse, ma il Napoli rappresenta forse un caso più unico che raro perché ne ha almeno due.
Quando si parla di "senso di appartenenza" a un club si utilizzano spesso frasi trite e ritrite: "Le bandiere non esistono più, il calcio di una volta è finito". Eppure ci sono delle eccezioni. Esistono ancora giocatori che, avendo raggiunto ormai fama e successo, antepongono la loro felicità ai soldi. Nel Napoli, ad esempio, ci sono almeno due casi: Piotr Zielinski e Giovanni Di Lorenzo. il primo, pur di restare a Napoli, ha rinunciato ai soldi provenienti sia dalla Lazio che dall'Arabia Saudita.
Come rivelato da Claudio Lotito, il polacco ha preferito restare nel capoluogo campano a cifre inferiori rispetto a quelle che avrebbe percepito a Roma. Per non parlare dell'Arabia Saudita che sarebbe stata disposta a ricoprire d'oro Zielinski. Milinkovic-Savic ha fatto invece una scelta diametralmente opposta decidendo di lasciare la Lazio per dire di sì alla proposta dei sauditi.
Cosa dire di Giovanni Di Lorenzo? Quando il procuratore Giuffredi parla del laterale del Napoli come del "terzino più forte d'Italia" non ha tutti i torti, anzi. Nessuno in Italia e pochi in Europa possono vantare un rendimento simile. A Napoli si accontenterà di un adeguamento che lo porterà a guadagnare 3 milioni circa a stagione. Cifre sicuramente importanti per un "comune mortale", ma non per un giocatore del livello di Di Lorenzo. Il difensore, così come Zielisnki, si candida a diventare una delle poche bandiere ancora presenti nel mondo del calcio.






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