"Venderei ad un napoletano". Un altro Diego nel futuro del Napoli? De Laurentiis spinge da anni

Aurelio De Laurentiis, presidente del club partenopeo, non ha aperto alla cessione ma nel caso preferirebbe mettere il Napoli nelle mani di un napoletano.
Le recenti dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis hanno riacceso i riflettori su Gianluigi Aponte. Il patron azzurro ha espresso la preferenza per un futuro acquirente napoletano anziché americano, un identikit che porta direttamente al fondatore di MSC. Aponte, ottantaseienne originario di Sant'Agnello, vanta un patrimonio personale stimato oltre i 44 miliardi di dollari, che supera gli 80 miliardi se unito a quello della moglie Rafaela Diamant, posizionando la famiglia tra le più ricche al mondo.
"Venderei ad un napoletano", c'è un altro Diego nel futuro del Napoli?
I rapporti tra l'attuale presidente del Napoli e l'armatore della penisola sorrentina sono eccellenti da tempo, alimentando ciclicamente le voci di un possibile passaggio di consegne. Tuttavia, un eventuale sbarco nel calcio non vedrebbe Gianluigi Aponte in prima linea. Negli ultimi anni, il fondatore del colosso dei trasporti marittimi ha avviato un graduale ricambio generazionale, lasciando la gestione operativa del gruppo internazionale ai figli Diego e Alexa, che oggi guidano stabilmente l'azienda. "Venderei ad un napoletano", le parole di Don Aurelio: è dunque legittimo pensare che potrebbe esserci, dopo Maradona, un altro Diego nel futuro del Napoli. Chi sono gli altri napoletani facoltosi e all'altezza di dare un futuro a questo club?
De Laurentiis spinge da anni per fare entrare gli Aponte nel Napoli
Sarà quindi Diego Aponte, cinquantenne e attuale presidente del Gruppo MSC, il profilo chiave in caso di un futuro interessamento per il club partenopeo? Al momento, va precisato che non esiste alcuna trattativa concreta tra le parti e lo scenario resta puramente ipotetico. Il legame nasce unicamente dalle parole di De Laurentiis e dalle storiche radici campane degli Aponte, una dinastia imprenditoriale globale che un giorno potrebbe decidere di legare il proprio nome alla squadra della città. Il patron azzurro spinge da anni per gli Aponte i quali, però, non sembrano avere interesse ad entrare nel calcio oltre ad un discorso di immagine e sponsorizzazione.








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