Truffa Suarez, le intercettazioni: "Paratici pił importante di Mattarella. Ti pare che lo bocciamo?"

Diversi le frasi intercettate che avrebbero fatto scattare l'inchiesta portata avanti dalla Procura della Repubblica.
La Procura della Repubblica riaccende i riflettori sul caso Luis Suarez. L'ex attaccante del Barcellona, trattato all'epoca dalla Juventus, si sottopose ad un esame per l'ottenimento della cittadinanza italiana definito una "truffa" dal Procuratore Raffaele Cantone dopo le indagini effettuate in questi mesi. La redazione del Corriere della Sera rivela anche alcune intercettazioni relative all'episodio del test che sarebbe stato superato in maniera fraudolenta: "Con uno stipendio da 10 milioni di euro a stagione, non puoi far saltare l'ottenimento del passaporto perché non ha il B1", si sente negli audio ascoltati dagli inquirenti. E sebbene qualche professore avesse sollevato dei dubbi ("Suarez non spiccica 'na parola"), tutto fu concordato affinché venisse promosso: "Ma ti pare che lo bocciamo?", è un'altra delle frasi incriminanti.
E ancora: "Dobbiamo aiutare il nostro centravanti”. Parole, queste, che sarebbero state attribuite al rettore dell'Università di Perugia, Maurizio Oliviero, che avrebbe fatto da intermediario con l'Università per stranieri del capoluogo umbro. “Tu sai che io ho buoni rapporti con la dirigenza della Juve”, diceva Oliviero al suo quasi omonimo Simone Olivieri, dg dell’Università per Stranieri, in intercettazioni nelle quali veniva citato, anche se in maniera generica, il ds bianconero Fabio Paratici, che tuttora non è coinvolto dall’indagine e però veniva definito “più importante di Mattarella”. “Suarez ci farà vincere la Champions", affermava invece una delle docenti, che si vantava del rapporto instaurato con l'allievo.







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