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"Superlega, ecco chi c'era dietro": clamoroso scoop del New York Times


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Superlega, ecco chi c'era dietro: clamoroso scoop del New York Times

Il noto quotidiano americano scrive: "Prima di dare il via al progetto, i club firmatari avevano ricevuto un importante via libera", l'incredibile retroscena.


La Superlega era sicura di avere un partener blindato sin dall'inizio: la Fifa. E' questo lo scoop del New York Times in un articolo a firma Tariq Panja pubblicato sull’edizione odierna del più prestigioso quotidiano statunitense. “Tra le righe del contratto di fondazione - si legge - c’è un riferimento a un ‘requisito essenziale’, ritenuto così fondamentale dall’essere considerato condizione sine qua non per la nascita della Superlega, ovvero l’accordo con il soggetto ‘W01’, facilmente identificabile con la Fifa”. Pubblicamente però, Infantino e il massimo organo del calcio mondiale, hanno respinto duramente minacciando sanzioni pesantissime per i club firmatati. Ma l’idea di un torneo parallelo alla Champions, stando alle interviste di oltre una mezza dozzina di dirigenti, compreso il proprietario di una delle squadre che avrebbero preso parte alla Superlega, il n.1 della Fifa e i suoi più stretti collaboratori sarebbero stati a conoscenza del progetto da mesi e sarebbero stati in trattativa per coinvolgere la Fifa stessa nella sua creazione, sempre stando all’articolo del NY Times, che sostiene come lo scoop metta a nudo le tensioni esistenti tra Uefa e Fifa sulla gestione di un business da miliardi di dollari.


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La Fifa, scrive il NY Times, non ha voluto rispondere alle domande poste dal quotidiano sul coinvolgimento di Infantino nella Superlega. Infantino sarebbe stato in contatto coi finanzieri Anas Laghari e John Hahn, la cui base d’operazioni ha sede in Spagna, rappresentati del gruppo denominato “A22”. Anche il suo vice, Mattias Grafstrom - come riporta Gazzetta.it - sarebbe stato presente a questi incontri. In cambio dell’appoggio della Fifa alla creazione della Superlega, i fondatori offrivano la partecipazione di una dozzina delle loro squadre al Mondiale per club, rinunciando inoltre al miliardo di dollari annuo che la Fifa avrebbe dovuto pagare per la loro presenza. Dopo il primo incontro, c’era velato ottimismo sull’ok da parte dell’organismo mondiale.


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Il supporto della Fifa non era solo una spinta alla nascita della Superlega, ma proprio una condizione chiave per evitare lunghe battaglie legali con la Fifa stessa, oltre a un polizza d’assicurazione per i calciatori, che invece, come poi accaduto, sono stati minacciati di squalifica anche dalle rispettive nazionali in caso di partecipazione. Attorno al giugno 2020, gli advisor dell gruppo A22 avevano detto ai club che la “Fifa era d’accordo”, stando a quanto ha riferito al NY Times uno dei proprietari delle squadre firmatarie. Numerosi altri soggetti coinvolti, che hanno preferito rimanere anonimi per timore di multe data la clausola di non divulgazione firmata, hanno confermato che la Fifa era quantomeno aperta all’idea della Superlega, progetto in lavorazione da almeno tre anni.

Laghari, amico d’infanzia di Florentino Perez, presidente del Real Madrid, sarebbe stato il primo segretario generale della Superlega. Entrambi erano molto soddisfatti dall’aver trovato in Infantino un partner ideale per rifondare il calcio di club europeo. Altre conferme sarebbero arrivate direttamente ad alcuni proprietari da altri dirigenti Fifa. A quel punto, il 21 gennaio scorso, Infantino sarebbe stato convocato da Aleksander Ceferin, presidente Uefa, che gli avrebbe chiesto di un suo coinvolgimento nella Superlega. Infantino avrebbe seccamente smentito, pur rifiutandosi inizialmente di firmare un comunicato che condannava la nascita di un nuovo torneo, prima di cedere alle pressioni sempre più forti.

Stando ai club coinvolti però, il linguaggio usato nel comunicato, lasciava degli spiragli: “La Fifa è totalmente contraria alla creazione di un torneo chiuso”. Ma i 15 club creatori, erano ormai disponibili all’aggiunta di altri 5 club che si sarebbero qualificati tramite i propri campionati nazionali. I legali della Superlega erano quindi convinti che quelle parole potessero significare che non tutto era perduto. “Ci dissero che la Fifa era ancora aperta al dialogo” un proprietario ha detto al NY Times. Ecco allora la mossa di uscire allo scoperto, annunciando lo scorso 18 aprile la nascita della Superlega. E mentre Ceferin chiamava i 12 firmatari “serpenti e bugiardi”, le parole della Fifa erano meno “tranchant”. Ma 48 ore più tardi, la reazione dei tifosi, soprattutto quelli della Premier, e del mondo politico, dissuase definitivamente i club fondatori. A quel punto, visto il dietrofront, anche Infantino condannò fermamente la nascita della Superlega. Resta però il fatto che il presidente Fifa si troverebbe sotto enorme pressione interna e non solo. Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, lo ha apertamente accusato di un clamoroso voltafaccia: “C’era lui dietro la creazione della Superlega, gliel’ho detto di persona quando ci siamo incontrati al Congresso Uefa. L’ho detto e lo ripeto: dietro la nuova lega c’era Infantino”. Infantino e la Fifa vorranno replicare o smentire? 


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