Sulle "ginocchia" per prendere la rincorsa: come Giovane sta conquistando Allegri

Titolare nelle amichevoli disputate fin qui in precampionato, l'attaccante brasiliano sta scalando gerarchie in vista dell'inizio della nuova stagione.
Giovane vuole prendersi il suo spazio nel Napoli. L'attaccante azzurro punta a ben figurare a Castel di Sangro sin dal primo allenamento di venerdì, dopo aver visto crescere la fiducia di Massimiliano Allegri nei suoi confronti già durante la prima fase del ritiro estivo a Dimaro.
In "ginocchio", ma con lo sguardo al futuro: Giovane vuole convincere Allegri
Una delle immagini più belle di questo precampionato azzurro è una foto scattata durante una seduta tattica in Trentino. Nell'immagine (che troverete a fine articolo), Giovane Santana do Nascimento è con il ginocchio piantato sull'erba, il fiato sospeso e lo sguardo fisso verso l'orizzonte. In quella postura non c'è stanchezza né resa: c'è la concentrazione secca di chi accumula energia per far esplodere la corsa. Per il classe 2003, arrivato al Napoli dall'Hellas Verona e rimasto ai margini nelle prime battute della sua avventura partenopea, il precampionato è diventato il palcoscenico di una possibile rinascita.
Dalla meteora al tridente: la svolta tattica di Allegri
Il calcio vive di incastri e sincronismi. Se l'impatto con la realtà azzurra dopo il trasferimento invernale non aveva regalato il ritmo sperato, l'inizio della nuova stagione sta ribaltando le prospettive per il numero 23 della rosa partenopea. Massimiliano Allegri ha individuato nelle qualità del brasiliano una risorsa preziosa per la linea d'attacco, testandolo con continuità nelle prime uscite amichevoli.
Provato da esterno su entrambe le corsie - a destra contro l'Arezzo e a sinistra nel test con la Carrarese - Giovane ha risposto sul campo con risposte incoraggianti: flessibilità e spunto, grazie alla sua capacità di puntare l'uomo e creare superiorità numerica sulle fasce; incisività sotto porta (lo abbiamo visto coinvolto a più riprese nelle azioni chiave dell'attacco e freddo nel trasformare dal dischetto).
L'arma in più per la nuova stagione
A ventitré anni ancora da compiere (a novembre, ndr) e con una formazione maturata tra il Corinthians, le selezioni giovanili verdeoro e l'apprendistato in Serie A con la maglia del Verona, il mancino brasiliano porta in dote duttilità e fame agonistica. La possibilità di agire sia da ala sia da seconda punta offre soluzioni tattiche differenti per la manovra offensiva.
La preparazione estiva sta dimostrando che le gerarchie non sono scritte sulla pietra. Quella rincorsa iniziata con il ginocchio sul prato del ritiro potrebbe rivelarsi la molla per una stagione da protagonista.







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