Striscione Verona, il post di un napoletano fa discutere: "Mi dissocio, parliamo di fondi al Sud"
Tiene ancora banco il dibattito sullo striscione esposto a Verona da parte degli ultras dell'Hellas. C'è chi, napoletano, prova a guardare oltre senza scandalizzarsi.
Sulla seguita pagina di facebook "La Napoli bene", a firma di RobertNesta80 - tifoso del Napoli - si legge un post che sta facendo molto discutere perché fornisce un punto di vista molto diverso in relazione allo striscione esposto a Verona dagli Ultras dell'Hellas che contiene le coordinate della città di partenopea con un "velato" invito a Putin, leader russo, a bombardare. Ecco quanto si legge: "Ve lo dico senza alcuna remora. A me i Butei (ultas veronesi, ndr) hanno fatto divertire. Su questo striscione, chiaramente ironico (oppure sta qualche genio che crede che Putin e Zelenski daranno retta alla Curva Sud?), chiaramente provocatorio, stanno facendo dei "vuommechi" (lagne eccessive, ndr) che non stanno nè in cielo nè in terra. La cosa che fa più ridere è il classismo di cui i suddetti "vuommechi" sono intrisi".
Poi ha aggiunto: "Basta dare un'occhiata al recente passato. Nel silenzio, sia dei media sia della popolazione, è stato accettato il ministro leghista Galan che distribuì 30 miliardi di fondi Cipe, dando 300 milioni al sud ed il resto al nord. Dove stavano Criscitiello e Corbo quando ciò accadeva? Perché non dissero nulla? Perché contribuirono a far passare la notizia in sordina? Molti, troppi, storsero il naso quando alcuni ragazzi andarono a protestare contro il comizio di Salvini a Napoli. Come se fosse normale accettare che uno con la storia dell'ex ministro degli interni possa esprimere pensiero in pubblica piazza in un luogo che ha definito "merda", "colera", etc. Nessun esimio rappresentante della stampa disse, si ok, i disordini sono da stigmatizzare, ma pretendere che Salvini a Napoli sia accolto diversamente è follia. Nemmeno una parola sul perché di tale reazione. Solo dita puntate su chi difendeva territorio ed appartenenza da un nemico dichiarato. Addirittura, uno dei giornalisti scandalizzati che oggi invoca alla Thatcher, ieri, si schierò contro il Napoli United - progetto calcistico basato sull'integrazione degli extracomunitari - colpevole di aver cacciato due tesserate dopo aver scoperto che erano iscritte alla Lega, Lega che intanto voleva lasciare morire innocenti in mezzo al Mediterraneo al grido di "prima gli italiani". All'epoca disse che tutti avevano diritto ad esprimere pensiero e che si sarebbe fatto uccidere affinché tale diritto venisse riconosciuto a chiunque".
Infine ha concluso: "Poi, i veronesi fanno uno striscione, non è che lasciano gente lasciata morire un barcone, non è che regalano soldi pubblici ad una regione a danno di un'altra, fanno uno striscione, inchiostro su tela quindi, e scoppia il putiferio. La retorica perbenista prende il sopravvento sull'opinione nazionale. Si arriva al punto che quasi bisogna giustificarsi se ci si discosta da una discussione senza alcuna logica che non sia quella del benpensante di facciata ed evasore fiscale di fatto. Perché i veronesi sono comuni ragazzi di curva, probabilmente ultras, una minoranza quindi, una di quelle realtà contro cui a tutti piace scagliarsi. Mentre Salvini, Bossi, Galàn, etc, rappresentano establishment, poteri forti, qualcosa che si ha paura di contestare. Perché purtroppo la colonizzazione culturale che abbiamo subito da Garibaldi in poi ha creato un esercito di subalterni, di schiavi mentali del nord, che cacciano la testa fuori dal sacco solo se l'avversario è bersaglio facile. Conigli sottomessi insomma. Personalmente, mi dissocio. Personalmente, ritengo quella dei veronesi una provocazione forte, ma nulla su cui fare tragedie. Tragedie che, oltretutto, non qualificano loro, che saranno anche ben fieri di queste accuse di razzismo anti Napoletano, ma noi, che ci facciamo la figura dei piagnoni che si sentono tipo il panda del Wwf, esseri da tutelare. Personalmente, trovo che si faccia la figura dei sottosviluppati a discutere di uno striscione se poi pacificamente si accetta la presenza della Lega in parlamento".








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