Stereotipi e luoghi comuni su Allegri: ecco come Max ha sorpreso tutti

Un primo mini-bilancio del Napoli di Allegri al termine del doppio ritiro estivo. Cresce l'attesa per la gara di campionato contro il Genoa.
Ferragosto è tempo di riflessioni e, se possibile, di primi bilanci al termine del primo ritiro del Napoli targato Massimiliano Allegri e alla vigilia della prima gara di campionato, impegnativa, in quel di Marassi, contro il Genoa del bravo Daniele De Rossi.
L'intuito di Max Allegri
La prima, immediata riflessione che viene da fare avendo osservato entrambi i ritiri di Dimaro e di Castel di Sangro, è la comparsa di sorriso e allegria, di divertimento e leggerezza. Da esperto e navigato tecnico di lungo corso, il buon Max, che ben conosce metodi e mood imposti dal suo predecessore Antonio Conte per essergli già subentrato con successo alla Juventus qualche lustro fa, ha intuito da subito che il gruppo squadra, soprattutto quello dei senatori, reduci da un ciclo di successi ma anche di logorio ed usura mentale, aveva bisogno di sgravare dal peso di due anni fatti a manetta non solo dal punto di vista dell’impegno atletico e fisico, ma soprattutto mentale e nervoso. Fin da subito il tecnico livornese ha esibito sorriso e dialogo costruttivo e quasi paritetico con i suoi calciatori, i quali hanno immediatamente percepito con chiarezza che musica, clima e anche energia sarebbero cambiati.
ALLEGRI HA STUPITO TUTTI
Spesso si è assimilato Allegri a Conte per filosofia di gioco e per approccio estremamente pragmatico alle gare. Eppure, osservando allenamenti, esercitazioni e partite, sono emerse differenze sostanziali in molti aspetti. In primo luogo il livello di ampia delega ai propri collaboratori. Marco Landucci, suo storico vice, sempre presente ai margini del campo, sempre a colloquio in modalità “one to one” con i calciatori, in particolare quelli della vecchia guardia. Francesco Magnanelli, responsabile dell’area tecnica, a orchestrare le esercitazioni tattiche con una partecipazione lodevole per impegno e applicazione. Gianluca Maran, collaboratore tecnico figlio di Rolando Maran, e il confermato Elvis Abbruscato, a fare le pulci ad ogni piccolo dettaglio. Simone Folletti, responsabile dei preparatori atletici, affiancato da Maffei, Serra e dal “vecchio” Cacciapuoti, a presidiare l’area probabilmente più delicata e sotto la lente di ingrandimento dopo la sciagurata stagione scorsa in termini di infortuni. Daniele Borri, responsabile della preparazione dei portieri, affiancato da Marco Giglio, a completare il roster dei collaboratori sul campo. Il confermato Giuseppe Maiuri, match analyst attento e preparato, e l’esperto dronista di “sarriana” memoria Ettore Prota, e il nuovo responsabile dell’area medica Gennaro De Luca, chiudono l’elenco nutrito dei componenti del nuovo staff tecnico del nuovo Napoli. Tutti parsi estremamente coinvolti e attivamente partecipi sul campo, con Max a interrompere esercitazioni tattiche e partitelle ogni qual volta in campo registrava qualcosa che non gradiva, specie nei movimenti e nella tecnica di base. E così lo abbiamo visto più volte fermare l’azione per catechizzare anche gente esperta come Anguissa e Lobotka per mostrargli in maniera anche dettagliata postura del corpo, giocata e movimenti da eseguire e semmai da correggere. Il tutto con autorevolezza e maniacalità stavolta, ci è parso, apprezzata dai calciatori. Anguissa in particolare, ma anche gli stessi De Bruyne, Lang e lo stesso Lucca, sono parsi rigenerati non solo nel rendimento, ma soprattutto nell’approccio e nella voglia, nello spirito e nell’abnegazione.
PIU’ PALLONE E MENO CORSA, ALTRO STEREOTIPO
Attenzione però a generare la più semplice delle equazioni: approccio più morbido e sbarazzino, uguale Napoli distratto e svagato. Si è visto come Allegri abbia introdotto fin da subito il pallone, mentre tutti si aspettavano ripetute, giri di campo, allunghi e sprint a go-go. I calciatori, con piacevole sorpresa, hanno subito approcciato la nuova metodologia, per molti aspetti più simile a quella che fu del grande Benitez, che di Conte. Tuttavia, la favola che questo Napoli sia stato molto meno torchiato nel lavoro atletico rispetto al recente passato, va subito smentita. Anche il nuovo staff ha messo a dura prova fiato, gambe e resistenza dei calciatori, ma lo ha fatto in maniera forse più intelligente, alternando carota (pallone) e bastone (corsa) ma finendo sempre con la carota. In buona sostanza, lavorare molto con il pallone e sulla tecnica individuale e farlo con il sorriso sulle labbra di chi vuole farlo divertendosi, non vuol dire per forza di cose che siano state tralasciate preparazione atletica e concentrazione. Dunque, bando a stereotipi e luoghi comuni, lo diciamo prima che, al primo stop che ci auguriamo avvenga il più tardi possibile, si materializzino scettici e cassandre di turno, con la sentenza partorita già nel recente passato con Garcia che condannava un lavoro troppo blando e un presunto disimpegno dei calciatori.
PALLE INATTIVE E LA VOCE DEI PROTAGONISTI
Altra importante novità che abbiamo potuto notare in queste tre settimane di ritiro, è stata l’importanza data alle esercitazioni da palla inattiva. In un calcio in cui le reti che scaturiscono da calcio di punizione, rigore e corner, si approssimano ad una percentuale del 30% di incidenza sul totale, e in un Napoli che nella recente storia ha palesato statistiche anche notevolmente al di sotto di questa percentuale, ecco che Allegri ha voluto battere molto su schemi da calcio d’angolo e punizione indiretta, e inserito al termine di quasi tutte le sedute, una sessione di tiri dal dischetto. Non va nemmeno trascurata la voce dei protagonisti sul campo. Dalle parole di tutti quelli intervistati, e leggendo bene tra le righe di dichiarazioni comunque più o meno obbligate, viene fuori una grande soddisfazione per metodi, comunicazione e approccio della nuova guida tecnica, gli stessi emersi anche dal recente video, andato virale, della festa per il compleanno del nuovo mister e dalle sue parole che parlavano di inizio imminente del divertimento. Questo verbo, divertirsi, è quello più volte riportato anche nelle dichiarazioni dei calciatori, un ritorno al ludos e al gesto tecnico, senza tralasciare l’aspetto tattico.
INFORTUNI MUSCOLARI 0, UN CASO?
Abbiamo lasciato alla fine, ma non per caso, il tema infortuni, quello più dibattuto e attenzionato della vecchia gestione. Da una attenta analisi della sia pure ancor giovanissima gestione Allegri, ricaviamo un dato inequivocabile: scongiuri a parte, nessun infortunio di carattere muscolare ancora ascrivibile alla sua gestione, e forse non è un caso. Se infatti Buongiorno si è presentato alla ripresa con un problema, grave, pregresso, che ha richiesto addirittura un intervento chirurgico e lo stesso Neres si è approcciato al campo solo negli ultimi giorni per problemi al ginocchio e per il post operazione dello scorso anno; se lo stesso Beukema soffre di una patologia cronica bilaterale al tendine di Achille e Marianucci si è dovuto fermare per un grave infortunio al ginocchio conseguente ad uno scontro di gioco, gli stessi Lang, Vergara, McToninay, Lucca e Rafa Marìn, si sono dovuti fermare per contusioni per botte subite in partita o in allenamento. Inoltre, abbiamo notato come la strategia messa in atto dal nuovo staff fosse quella di fermare in via estremamente precauzionale gli elementi che, dall’esame dei parametri registrati nelle sedute atletiche, potevano apparire a rischio indurimento, affaticamento o infortunio muscolare. Se a questa strategia estremamente conservativa e preventiva, aggiungiamo il lavoro atletico dosato e calibrato ad hoc, ecco che lo zero nella casella “infortuni muscolari” appare come un primo risultato e non come un caso.
IL FERRAGOSTO E LA RIPRESA
Non tutti sanno che la parola Ferragosto deriva dal latino Feriae Augusti, che significa "riposo di Ottaviano Augusto”. Si tratta di una festa istituita nel 18 a.C. per celebrare la fine dei lavori agricoli estivi. L'imperatore Augusto creò il periodo di riposo per dare sollievo ai lavoratori dopo il raccolto. Con blasfemo paragone, il nuovo imperatore Max Allegri ha concesso il meritato riposo ai suoi ed ecco, dunque, che in questo giorno di riposo estivo, abbiamo voluto tracciare questo primo mini-bilancio, nel quale, avrete notato, non abbiamo parlato di sistemi di gioco, di automatismi e di altri artifici tattici. Questo perché Allegri andava spiegato meglio di quanto forse apparisse prima di arrivare in terra partenopea. Dopo il Ferragosto, gli azzurri si ritroveranno domenica 16 agosto a Castelvolturno per preparare la trasferta contro il Genoa, mentre Giovanni Manna vive giornate di febbrile lavoro per le ultime due settimane di calciomercato, in cui una serie ancora nutrita di esuberi va piazzata, e scelte importanti di lista vanno fatte. Nel frattempo, i calciatori avranno staccato per 3 giorni la spina, per riattaccarla da subito con Allegri perché, acquisti o non acquisti, inizia il divertimento e con esso la stagione lunga del centenario. Intanto, buon Ferragosto a tutti i nostri lettori.








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