SSC Napoli, Grassani: "Ha ragione Malagò: la giustizia sportiva funziona eccome"
Il legale della SSC Napoli, attraverso una lettera aperta, ha detto la sua sulla giustizia sportiva italiana.

Interessanti considerazioni dell'avvocato Mattia Grassani, legale della SSC Napoli, che ha detto la sua sulla giustizia sportiva italiana attraverso le pagine del portale calciomercato.com: "Sentiamo parlare da tanto, troppo, tempo di inadeguatezza della giustizia sportiva in Italia, di interventi statuali in tale ambito, di riforme ormai necessarie ed improcrastinabili. Non sono d’accordo con tale impostazione, forse perché, praticando e vivendo con assiduità anche altri ordinamenti giustiziali, presso federazioni estere, Uefa, Fifa e Tas di Losanna, ritengo si debba essere orgogliosi dell’impianto normativo e regolamentare vigente nel nostro paese. Il CONI, con delibera n. 1518 del 15 luglio 2014, ha introdotto la vera riforma dello sport, sotto il profilo procedimentale, varando il nuovo Codice di Giustizia Sportiva, vero e proprio strumento regolatore di un mondo, quello della giustizia federale, prima abbandonato a sé stesso, con disomogeneità procedurali, di gestione dei tempi del processo e di trattamento dei tesserati/affiliati incomprensibili, da una disciplina all’altra. Oggi dobbiamo dire grazie al Coni ed alla mission elettorale del suo Presidente, Giovanni Malagò, se la giustizia sportiva è uniforme, certa e risponde in maniera puntuale alle esigenze di chi vi è assoggettato".
IL CALCIO - "[...] La F.I.G.C., addirittura, con il Presidente federale, Gabriele Gravina, in testa, ha varato, il 01/07/2019, il Codice calcistico più completo e rispondente alle esigenze del settore che la storia dello sport abbia mai visto. Il c.d. “Codice Viglione”, dal nome del responsabile degli affari legali della Federazione che lo ha ispirato, si compone di 142 articoli che regolamentano l’intero scibile calcistico nelle fondamentali tematiche di conflittualità: giustizia tecnica, disciplinare, di tesseramento ed economica. Basta con i casi Catania, la B a 24 squadre, le fideiussioni false, i ripetuti scandali per illecito sportivo, Last bet, i treni del gol, Dirty soccer e via dicendo. Regole chiare, conosciute e riconosciute come obbligatorie, tempi e termini certi, perentorietà di tutte le scadenze, giudici assolutamente super partes, amici di nessuno e amici solo della giustizia, riducono i margini di errore e rendono accettabili dai sanzionati le pene inflitte. Chi viola le norme deve potersi difendere nel migliore dei modi ma, se ritenuto responsabile, affronta la sanzione e la espia. Senza se e senza ma, semplicemente perché lo sport ha bisogno di certezze e vive di certezze".
POCO O NULLA DA CAMBIARE - "[...] Gli errori del passato hanno insegnato eccome, hanno migliorato il tessuto su cui lavorare, consentito di coprire intere aree, sostanziali e processuali, rimaste priva di regolamentazione, sino ad arrivare al testo del Codice di giustizia F.I.G.C. attualmente in vigore. Vietato cadere nell’errore che un singolo caso, anche se riguardante un top club, o un top player, possa armare e guidare un dibattito di riforma costruttivo, organico e, soprattutto, necessario. Al grido cambiare per cambiare non si arriva da nessuna parte, piuttosto facciamo tesoro di tutto il bene che le riforme, C.O.N.I. e F.I.G.C., hanno prodotto. [...] Il calcio non è solo la Serie A, o il professionismo, ma abbraccia oltre 1 milione e 100.000 atleti, 12.000 società, mezzo milione di partite ogni anno, e la giustizia deve essere uguale, nei modi, termini ed applicazioni, per tutti coloro che fanno parte del consesso. Il Borgorosso Football Club come l’A.C. Milan S.p.a., Mario Rossi come Leao, mai perdere di vista questo paradigma. Quanto alla effettività dei punti di penalizzazione in classifica, da scontare solo ad ultimo grado di giudizio celebrato, il principio immanente di tutte le federazioni, enti e discipline sportive riconosciute dal C.O.N.I. è quello della immediata esecutività della sanzione sin dal primo grado di giudizio".
CONCLUSIONI - "[...] Teniamoci ben stretti i nostri Codici di giustizia sportiva e ringraziamo, sempre e senza incertezze, i Giudici che questi codici interpretano ed applicano, con grande senso di responsabilità e fedeltà per spirito di mera liberalità, passione e senza ritorno alcuno".
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