Scontri in Curva B, parla un papà: "Mio figlio in lacrime, ho dovuto lasciare prima lo stadio"

La testimonianza di un papà con figlio piccolo allo stadio: "Brutto clima, non sembrava di assistere a una partita di calcio".
Gli ultras del Napoli hanno fatto sentire tutto il loro dissenso contro le politiche di De Laurentiis nel corso del pre-partita, annunciando che avrebbero seguito la sfida in silenzio. Non tutto è filato liscio ed in Curva si è arrivati persino allo scontro fisico tra fazioni opposte del tifo organizzato: volano calci e schiaffi tra due gruppi ultras presenti. Qualcuno vuole fischiare la società, altri preferiscono la via del silenzio: via alle botte che per alcuni minuti creano il panico e spaventano anche gli altri tifosi presenti, alcuni dei quali costretti ad abbandonare lo stadio già prima dell'intervallo con la paura che cresce.
A tal proposito abbiamo raccolto la testimonianza di Antonio F., presente allo stadio con suo figlio per assistere a Napoli-Milan. "In Curva B ieri non si poteva stare, vi era un clima surreale, non si potevano esporre sciarpe e vi era una tensione incredibile. A fine primo tempo quando gli ultras si sono nuovamente picchiati, mio figlio di 8 anni si è spaventato, stava iniziando quasi a piangere. Vi era un clima davvero brutto, ho deciso di andare via e tornarmene a casa. Davvero un pessimo spettacolo, mio figlio è tornato a casa molto deluso, ci teneva tantissimo a vedere questa partita, ma non me la sono sentita di rimanere".






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