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Schwoch delude di pancia, era più forte con i piedi


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Schwoch delude di pancia, era più forte con i piedi

Sul caso Roggero l'ex attaccante del Napoli si è lasciato andare a commenti social molto forti e, diciamolo, sbagliati. Ma è doveroso scindere gli ambiti.


Ci sono uomini che hanno costruito la propria storia calcistica sulla precisione dei propri movimenti, sulla capacità di leggere lo spazio in un attimo e di scaricare in rete un pallone con chirurgica freddezza. Stefan Schwoch è stato uno di questi: un bomber implacabile, un idolo indiscusso per piazze passionali come Vicenza e soprattutto Napoli, ovvero "la piazza più importante in cui ho giocato", come ha detto dal palco della festa per il Centenario in piazza del Plebiscito.


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Schwoch delude di pancia, era più forte con i piedi

Stefan Schwoch è uno che con i piedi sapeva esattamente cosa fare e come farlo: ha regalato gioie pulite a migliaia di tifosi. Ai napoletani, ad esempio, una promozione in Serie A. Ma nel passaggio dal rettangolo verde alla tastiera dei social network, purtroppo, non ha conservato la stessa coordinazione che aveva in area di rigore. Il recente commento dell'ex attaccante in merito al caso di Mario Roggero – il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio di due rapinatori in fuga e il ferimento di un terzo – ha lasciato una scia di profonda amarezza in tanti tifosi che sui social stanno prendendo le distanze da lui. Reagendo a un contenuto ironico su Instagram, Schwoch ha affidato alla rete una frase gelida: "L'errore è stato non aver ammazzato il terzo". Un'uscita "di pancia", istintiva, che cavalca l'onda emotiva e populista della giustizia sommaria, ma che finisce per deragliare brutalmente fuori dai binari del vivere civile e dello Stato di diritto.


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Le parole dell'ex bomber sono deludenti

Il caso Roggero è una vicenda drammatica che tocca corde sensibilissime: l'esasperazione di un commerciante già colpito in passato, la paura per le sorti della propria famiglia, il trauma. Tuttavia, la giustizia ha stabilito con chiarezza, esaminando i fatti e i filmati, che non si è trattato di legittima difesa, bensì di una tragica esecuzione a pistolettate avvenuta in strada, quando il pericolo immediato era ormai cessato. Davanti a una simile complessità giuridica e umana, le parole di Schwoch suonano terribilmente deludenti anche se, come detto, dettate dalla "pancia". Da qui, però, ad offendere e ad invadere il terreno di gioco, ce ne passa. Ha sbagliato senza dubbio tempi e modi, ma il suo pensiero, detto con parole sicuramente più equilibrate, sarebbe stato magari anche rispettabile.

L'amore ed il rispetto per l'ex calciatore va preservato al di là dei punti di vista

 Se in campo l'istinto del gol lo rendeva un grande, l'istinto social lo ha portato a firmare un autogol clamoroso. Esaltare la morte o rammaricarsi per una mancata uccisione non è mai la risposta, specialmente da parte di chi, per anni, è stato un esempio di sportività e un punto di riferimento per i giovani. Con i piedi Stefan Schwoch ha scritto pagine bellissime di sport; di pancia, purtroppo, ha solo finito per alimentare il peggior tribunale del web. Siamo certi, conoscendo l'uomo perbene che è, che si è trattato di un brutto sfogo con parole sbagliate. Il rispetto e l'amore per il calciatore, a prescindere, non si possono mettere in discussione, serve equilibrio.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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