Sarri: scivolone prima dell'Inter. Ma come dargli torto su Dimarco?

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ma in passato al Napoli, ha rilasciato delle dichiarazioni che hanno fatto molto discutere.
La Lazio, dopo la sconfitta col Bologna, si è riscattata battendo i Campioni d'Italia dell'Inter con il punteggio di 3 a 1. Una bella soddisfazione per Maurizio Sarri il cui cammino con i biancocelesti, in questa stagione, è stata contrassegnata da alti e bassi. L'allenatore di Figline Valdarno, anche nelle sue dichiarazioni, alterna frasi molto discutibili a verità assolute. Due esempi potranno chiarire bene il concetto. Prima della partita con l'Inter, Sarri si è lamentato in conferenza stampa.
"Non appartengo più a questo calcio, i giocatori si allenano più con le nazionali che con i club: il business è diventato imperante", le parole di Sarri. Pensiero anche condivisibile, ma il mister è lo stesso che, a Napoli, affermò anche: "Con il prossimo contratto vorrei arricchirmi". La domanda porgli è la seguente: i soldi contano o meno? Se sono così importanti bisogna anche accettare le inevitabili conseguenze. Maurizio Sarri, tuttavia, non ha torto quando, dinnanzi alle proteste dell'Inter per i secondo goal dei biancocelesti, ha dichiarato: "Quando Dimarco resta in terra, la palla ce l'ha l'Inter: se qualcuno doveva metter fuori la palla erano loro. C'è poco da dibattere: con un uomo per terra sono andati alla conclusione, noi abbiamo continuato a giocare e c'è un regolamento preciso. Queste scene si vedono solo in Italia, in Inghilterra si prosegue a giocare". Come dargli torto?








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