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Sacchi racconta il suo dramma: "Rimasi incastrato fra il paraurti e la carrozzeria. Mio padre..."

Arrigo Sacchi, tra i migliori tecnici della storia del calcio, rischiò di morire all'età di quattro anni. Lo ha raccontato nella sua autobiografia.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

02/01/2024 19:12 - Altre notizie
Sacchi racconta il suo dramma: Rimasi incastrato fra il paraurti e la carrozzeria. Mio padre...

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan ed in passato CT della nazionale italiana, nell'autobiografia "Oltre il sogno", raccontò un drammatico episodio della sua vita: "Mio padre aveva una Fiat Topolino, l’auto che a quei tempi guidavano in tanti e che ha contribuito alla motorizzazione del Paese. Ogni volta che partiva io amavo fingere di spingere quella piccola automobile, un gioco innocente di un bambino di poco più di 4 anni. Una mattina, però, rimasi incastrato fra il paraurti e la carrozzeria. Mio padre aveva già lasciato il pedale della frizione e l’auto si stava muovendo; io cercavo di togliere le mani ma non riuscivo a muoverle e venni trascinato dalla forza dell’auto; le ginocchia si piegarono e caddi a terra, rimorchiato come un corpo inanime".

Poi si legge: "Mia madre si era affacciata sulla porta di casa per sorvegliarmi; si accorse che qualcosa non andava e cominciò ad urlare. Mio padre però, isolato dal rumore del motore e dall’abitacolo della Topolino con i finestrini chiusi, non sentiva i richiami disperati e proseguiva la sua marcia. Gli avventori del bar che si trovava proprio di fronte a casa nostra, udirono le grida di mia madre e si resero conto di ciò che stava accadendo.  Si sporsero oltre il ciglio della strada e muovendo freneticamente le braccia in aria, dall’alto al basso, invitarono mio padre a fermare la corsa della Topolino. Lui frenò e scese rapidamente per capire cosa stesse succedendo". 


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"Mi vide lì a terra - prosegue il racconto - piuttosto malconcio e sanguinante; mi prese in braccio e corse verso casa per consentire a mia madre di medicarmi. Mi accarezzava la testa ripetutamente e, come in una cantilena, continuava a ripetere: "Scusami Arrigo, non me n’ero accorto. Scusami. Va tutto bene, vedrai, andrà tutto bene. Scusami, Arrigo". Se non si fosse fermato, non oso pensare che cosa sarebbe potuto succedere".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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