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Sacchi: "Devi prendere delle lezioni private". La risposta di Ancelotti sorprese l'ex ct

L'attuale allenatore del Real Madrid si è aggiudicato l'ennesimo trofeo. Arrigo Sacchi ha svelato un retroscena.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

12/08/2022 10:23 - Altre notizie
Sacchi: Devi prendere delle lezioni private. La risposta di Ancelotti sorprese l'ex ct
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Carlo Ancelotti ha portato a casa il primo trofeo della stagione con il Real Madrid, la Supercoppa Europea. Arrigo Sacchi tesse le lodi del mister di Reggiolo sulle colonne della Gazzetta dello Sport: "Non scopriamo certo solo ora, dopo l’ennesima vittoria contro sull’Eintracht nella Supercoppa, la bravura di Carlo Ancelotti come allenatore. Ha vinto praticamente tutto per il suo carattere e le sue immense conoscenze calcistiche. Ancelotti è un uomo colto, intelligente ed esperto. Conosce il calcio in tutte le sue sfaccettature e ha la non comune dote di farsi voler bene dai suoi giocatori. Guardate che non è mica semplice essere apprezzati da un intero gruppo di persone, anche da quelli che magari non sempre vengono schierati titolari. Lui ci riesce, perché lui è un capolavoro di umanità. Credo che nessuno possa parlar male di Carlo, e questo è un altro punto a suo favore".

Arrigo Sacchi ha poi aggiunto: "Ricordo ancora quando, nell’autunno del 1987, al Milan, gli dissi che doveva prendere delle lezioni private, perché il suo rendimento non era ottimale. Mi rispose: «D’accordo, quando cominciamo?». Le sue parole furono sorprendenti. Era già un giocatore affermato, nel giro della Nazionale, avrebbe potuto rifiutarsi e invece veniva ad allenarsi assieme ai ragazzi della Primavera per capire i movimenti e per studiare gli schemi nuovi. Questo è Ancelotti. Quando ho avuto bisogno di lui in un ruolo che certamente non gli apparteneva, quello ala sinistra, dato che si era infortunato Evani, Carlo mi ha risposto: «Benissimo». E il primo gol al Real Madrid, nella semifinale di Coppa dei Campioni, lo ha segnato proprio lui. L’ho sempre considerato un esempio da mostrare agli altri: aveva avuto mille vicissitudini, operazioni delicate, recuperi, terapie, d’inverno si scaldava le ginocchia con il phon, e però mai una volta che si sia tirato indietro. Ricordo che in una partita contro il Como, che stavamo vincendo 4-0, per segnare il quinto gol si è addirittura rotto un polso. Era un lottatore e questo spirito lo ha portato anche in panchina".


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