Robinho nei guai per uno stupro ai tempi del Milan, Alves: "C'è un audio. Ho il vomito"

L'ex calciatore del Milan e del Manchester City Robinho è finito nei guai per uno stupro di gruppo ai tempi del Milan.
Il ritorno dell'ex talento di Milan e Manchester City, Robinho, alla casa madre del Santos in Brasile, è durato soltanto una settimana o anche meno. Una sentenza del Tribunale di Milano, risalente al 2017 ma riguardante un avvenimento del 2013, ha infatti costretto il club carioca a sospendere il contratto del funambolo verdeoro. Il motivo della decisione drastica del club brasiliano, è una condanna della Giustizia Italiana per stupro di gruppo, avvenuto ai tempi in cui Robinho giocava a Milano.
Contro il giocatore brasiliano si è scagliato, nelle scorse ore, il Ministro brasiliano dei diritti umani, Damares Alves, che a Globo Esporte ha rivelato: "C'è poco da aggiungere sulla vicenda. So che c'è ancora un appello, ma ora c'è anche una nota audio dell'accaduto. Di cosa abbiamo ancora bisogno? Prigione. Nessuno stupratore può essere applaudito quando fa un atto del genere. Tutto è molto chiaro, vedere le trascrizioni di quanto avvenuto mi ha provocato nausea e vomito. Stiamo parlando di un crimine, l’aggressore non merita alcuna considerazione. Deve scontare la sua pena, lì o qui, fin da subito".






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