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"Rivoluzione arbitri in Serie A, cambia tutto dall'anno prossimo". Esposito: "Le modifiche"

A partire dalla prossima stagione potrebbero esserci delle novità assolute per quanto riguarda il sistema arbitrale, Gravina lavora per la rivoluzione.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

26/02/2026 18:36 - Altre notizie
Rivoluzione arbitri in Serie A, cambia tutto dall'anno prossimo. Esposito: Le modifiche
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Ai microfoni di Radio Napoli Centrale, nel corso di "Un Calcio alla Radio", è intervenuta la giornalista Elisabetta Esposito, che ha parlato del caos arbitrale in Serie A, soffermandosi sulla possibile rivoluzione che starebbe mettendo su il presidente della FIGC Gravina.


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Cos'è il PGMOL? La giornalista spiega: "Parliamo del sistema inglese di classe arbitrale, che contiene i vari arbitri in Premier League. È una società privata, che è quel tipo di modifica che vuole fare Gravina per Serie A e Serie B. Vuole fare una società al 100% partecipata dalla FIGC, con 40 arbitri. Lo scopo è evitare gravi errori. Oggi le nomine degli arbitri vengono fatte dal Comitato nazionale, organo politico dell'AIA. Per capire meglio, si tende a fare valutazioni di vario genere che vanno oltre la stretta competenza, come la distribuzione equa in un territorio. Un direttore tecnico, il designatore, può avere la libertà di scegliere gli arbitri più meritevoli. L'AIA non fa più parte del Consiglio Federale".


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Inoltre, aggiunge altri dettagli: "Serviranno altri incontri con Lega Serie A e Serie B per arrivare ad una riforma condivisa al Consiglio Federale di Aprile per rendere la società operativa dalla prossima stagione. Bisogna vedere se Rocchi regge e sarà lo stesso direttore tecnico di questa nuova società. Quest'organo secondo la FIGC deve essere indipendente e quest'indipendenza la vogliono realizzare con 3 consiglieri federali, scelti dalla FIGC e non devono avere alcun legame con la federazione, con club e AIA. Devono venire da fuori. E questi tre consiglieri federali sceglieranno il direttore tecnico. Ma l'AIA non è contentissima di non avere più parola sulla scelta del direttore tecnico".

Rocchi ancora direttore tecnico? "Può essere, ma più svincolato da certi legami politici. Rocchi ha le capacità e competenze di scegliere gli arbitri migliori. Questa riforma servirà anche per sistemare i contratti degli arbitri, prima a tempo determinato, per diventare professionisti. Le pressioni degli arbitri sono aumentate. Pensate alla Ref Cam, che spettacolarizza il tutto. Anche Open VAR utile per trasparenza, ma rende più esposti gli arbitri. Fino all'altro ieri gli arbitri non volevano parlare".

Arbitri subordinati alla Serie A? "Il professionismo è sicuramente una possibilità perché migliorino tutto. In futuro arbitri che parlano alle emittenti? Io personalmente manterrei una certa distanza, non farei parlare gli arbitri. Facciamo che uno arbitra male, si manderebbe al patibolo un direttore di gara".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.
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