Ricordate quando Ferlaino comprò Prunier? L'ex difensore: "Ero molto tecnico"

La testata giornalistica L'Equipe lo ricorda con piacere. In Francia aveva la fama di duro. Il giornale francese lo intervista per ricordare la sua unica presenza in Nazionale.
Prunier è passato alla storia del Napoli come uno dei flop più clamorosi della storia. Corrado Ferlaino lo acquistò nella disgraziata stagione 97-98, quella che condusse il Napoli dritto in Serie B con appena 14 punti in classifica. Tre le presenze in Serie A in maglia azzurra. Una sola volta giocò 90 minuti, a Roma contro la Roma: finì 6-2. Da allora Prunier non fu mai più convocato, fatta eccezione per la trasferta di Piacenza. E per la gara di Coppa Italia giocata – e persa 4-0 – contro la Lazio.
La testata giornalistica L'Equipe lo ricorda tuttavia con piacere. In Francia aveva la fama di duro. Il giornale francese lo intervista per ricordare la sua unica presenza in Nazionale. Il 26 agosto 1992, amichevole contro il Brasile, vinta dal Brasile per 2-0. Prunier vanta anche due presenze nel Manchester United, una stagione nel Marsiglia: "Sorridente e caloroso per tutta l’intervista, William Prunier è felice di indossare per un momento l’atteggiamento da ruvido difensore che ha avuto per vent’anni. Un eroe del calcio vecchio stile che perseguitava le caviglie e rosicchiava il cervello degli attaccanti, una bocca da cattivo di Hollywood con un cranio lucido e una carcassa ruvida di 1 metro e 85, un nome che continua a venire in mente (alla pari di Carlos Mozer e Basile Boli) in risposta alla domanda “Chi è il calciatore più cattivo o più pazzo che hai affrontato?” dalla nostra sezione dedicata agli ex. In un caffè di Troyes, dove è di passaggio, l’ex giocatore icona dell’Auxerre, a metà strada tra il duca di Borgogna e il macellaio di Yonne, scoppia a ridere. 'Ogni volta che leggo la tua rubrica, spero di non esserci, ma spesso ci sono. Ero ingabbiato in un’etichetta che, un tempo, era difficile da indossare, ma che ho anche utilizzato. E poi Guy Roux ci aveva addestrati così, alla scuola di marcatura individuale: come diceva, se l’attaccante sta andando a pisciare, si va a pisciare con lui! 'Ma ero un buon difensore, eh, tecnico, un vero calciatore. Ho fatto parte di tutte le Nazionali francesi: giovani, militari, Speranze, A. E anche se ho giocato solo una partita in Nazionale A, sono stato convocato più volte. I miei genitori erano pescivendoli nei mercati e prima di andare a scuola, a volte partivo con mio padre per Rungis alle 3 del mattino. Ho solo bei ricordi della mia infanzia in un quartiere operaio, non sempre semplice, con un po’ di confusione sui campi di calcio. Io, che avevo l’argento vivo addosso ed ero combattivo, tutto questo mi ha indurito'".






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