Pupi Avati: "Italia Paese antidemocratico. Ho difeso Berlusconi contro tutti"

Pupi Avati, noto regista, nel corso della sua intervista al quotidiano Libero, ha ricordato anche l'ex premier Silvio Berlusconi.
Il noto regista Pupi Avati ha rilasciato una intervista al quotidiano Libero: "Voglio partire dicendo che l’Italia è un Paese antidemocratico perché non ti permette di non appartenere. Io faccio parte di quel 45% delle persone astenute della politica, quelli che si trovano in imbarazzo, che vivono quelle grandi titubanze, che non riconoscono un’appartenenza politica. Quelli che vogliono preservarsi la possibilità di avere una propria idea che non trova espresso in questo antagonismo così netto. Le persone hanno la necessità di prodursi dei nemici, qualcuno contro cui battersi sennò la loro esistenza privata del nemico non ci sarebbe. Private del contraddittorio ci sono un’infinità di persone che non esistono".
"Nel mio lavoro ho pagato cara la mancanza di identità netta, di un convincimento politico nei riguardi del mondo culturale di sinistra. C’è stato un momento nella storia di questo Paese, nel dopoguerra, in cui la sinistra si è attribuita la cultura lasciando alla Democrazia Cristiana altre priorità che avevano a che fare con il mondo degli affari. Da allora non è più cambiato. Io non mi riconosco in nessuno. Io sono io e rivendico la possibilità di avere delle idee che in certi momenti sono contrastanti o viceversa coincidenti. Di essere totalmente libero, di non essere prevedibile e questa cosa l’ho pagata caramente. Non essendo una persona riconducibile a quel mondo non ho fatto film funzionali a quel tipo di ideologia e proposta culturale. Culturalmente io non esisto", ha aggiunto Avati.
Su Berlusconi: "Mi ha sempre affascinato follemente. La sua sfrontatezza, un qualcosa di unico. Quando lo vidi nel 94, quando mi apparve per la prima volta, diceva delle cose al di fuori del comune che pensai: 'Finalmente qualcuno di diverso'. Poi nel corso della sua vita ci sono stati una serie di eventi che lo hanno zavorrato e ne hanno opacizzato l’immagine. Hanno cominciato a fargli i conti in tasca, è stato odiato tantissimo ma la contempo reso molto popolare. Io e tutta la mia famiglia ne siamo rimasti fortemente affascinati. Credo che Berlusconi non abbia avuto rivali. E sa perché? Perché percepiva l’essere umano. Lui mi ha incontrato due volte ed era come se parlasse con la persona che cercava da sempre, anche se mi aveva incontrato per caso e magari non sapeva nemmeno chi fossi. Aveva questa abilità da grande seduttore che non hanno questi politici. Lei può solo immaginare le liti che facevo io alle cene, e parliamo della metà degli anni 90, nella “Roma bene” difendendo Berlusconi contro tutti. Perché ne sono stato veramente invaghito, innamorato. Mi è parso un qualche cosa di così inedito, nuovo, moderno che posso tranquillamente dire che abbia rappresentato un’eccezione. Nessuno mai come lui".






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