"Processo napoletano a Spalletti", Colella fa discutere. Poi cita Maradona
Mario Colella, avvocato, ha analizzato la vicenda che vede protagonisti i due difensori di Napoli e Inter.

Mario Colella, noto avvocato, tifoso del Napoli sempre arguto e pungente, in uno dei suoi ultimi post, che sta facendo molto discutere, ha parlato del caso Acerbi-Juan Jesus (il primo avrebbe rivolto insulti razzisti al secondo nel corso di Inter-Napoli) in relazione alla posizione di Luciano Spalletti, ct dell'Italia. Queste le sue parole: "È cominciato una sorta di processo napoletano a Luciano Spalletti, non critica, quella sarebbe pure legittima, ma processo. Per aver detto, costui, che cosa? Per aver invitato alla calma, per voler salvare un ragazzo, per essere uomo meno di punizioni e più di perdono, sia pure con un Acerbi che forse, sostenendo che Juan Jesus (che era stato il primo a minimizzare) mente, non lo merita (e su questo si può discutere)".
Poi ha aggiunto: "Per non amare la gogna. Per essere uno che sa che in campo ti vengono fuori le peggio ca**ate. E da parte di chi, poi, questo processo? Di quelli che "odio Roma", di quelli che dei toni non sanno cosa farsene? Ma prima di criticare uno che ha attributi più grossi dei vostri cervelli (e che ci ha dato gioie enormi), non sarebbe il caso di contare fino a mille?".
C'è chi ha risposto così: "Io personalmente penso che sia una di quelle questioni che in campo avvengono e in campo rimangono, anche alla luce della chiusura che le è stata data dalla vittima, che però si è dimostrata persona matura e per niente affatto vittimista. Però ciò che avviene in campo e rimane in campo, poi, può avere un ricasco alla procura sportiva (che è un prolungamento del campo) e che, per la peculiare disciplina sportiva deve per forza occuparsi di casi come questi, quindi è giusto che vengano ascoltati e che la giustizia sportiva faccia il suo corso, anche se ritengo che, trattandosi di due giocatori che si sono già scontrati -e, pare, chiariti- in campo, non ci si deve attaccare a questo o a quell'esito. Insomma, è un caso in cui vedranno i giudicanti e poi il tutto farà il suo corso con appelli e altri ricorsi vari. Inutili, e ovviamente dannose, tutte le polemiche, soprattutto quelle giustizialiste, visti i fatti".
Colella ha concluso tirando in ballo Maradona: "Ancelotti ha detto parole giuste e durissime in relazione agli insulti razzisti dei tifosi, non sappiamo cosa avrebbe potuto dire sulle frasi - stupide, razziste - dette in campo da un giocatore nella foga agonistica (e non sappiamo nemmeno se avrebbe detto qualcosa e qualcosa di diverso da Spalletti). Io non credo che la questione si risolva con le punizioni e i proclami. Sebbene certe parole siano importanti. Da questo punto di vista, le uniche parole veramente, concretamente e radicalmente antirazziste per me sono state quelle di Maradona ai Mondiali di Russa 2018, il resto è fuffa, onorevole, più o meno sincera fuffa".
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