Processo Maradona, la scoperta dopo le analisi del sangue: la morte si poteva evitare
Il filmato dell'autopsia non è diventato virale come la foto perché l'udienza di ieri non è stata trasmessa in diretta e le immagini non sono trapelate.

Va avanti il processo in Argentina per la morte di Diego Armando Maradona e passo dopo passo emergono nuove inquietanti novità. Uno degli esperti forensi responsabili dell’autopsia di Maradona aveva affermato che il leggendario 10 del Napoli e dell'Argentina aveva sofferto almeno 12 ore di agonia prima della sua morte e ha osservato che “qualsiasi medico” avrebbe dovuto notare i sintomi diversi giorni prima.
Oggi è emerso inoltre il contenuto del sangue di Diego che morì il 25 novembre 2020. Maradona non era né drogato né ubriaco quando è morto. Nel sangue dell'ex calciatore, quando è morto, non furono dunque trovate tracce di droga o di alcool, dunque. Giovedì 3 aprile è prevista la seconda udienza del processo e a testimoniare saranno Veronica Ojeda, ultima fidanzata di Maradona, e le tre sorelle di Diego: Claudia, Ana e Rita.
"Edema generalizzato dalla testa ai piedi, disidratazione, liquido nel cuore, nei polmoni, nell’addome. Diego è rimasto in agonia per 12 ore e il suo cuore pesava 503 grammi, il doppio del peso normale", ha dichiarato il medico Carlos Mauricio Cassinelli, uno degli esperti forensi dell’obitorio di San Fernando. Il filmato dell'autopsia non è diventato virale come la foto perché l’udienza di ieri non è stata trasmessa in diretta e le immagini non sono trapelate. Quel che ormai appare certo, è che la morte di Diego si poteva evitare.
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