Processo Maradona, la figlia Gianinna in lacrime accusa il chirurgo. Emozione in aula

Si è tenuta la terza udienza relativa al processo per la morte di Diego Armando Maradona. Molto toccante la testimonianza della figlia Gianinna.
Durante la terza udienza del processo per la morte di Diego Armando Maradona, celebrato nel tribunale di San Isidro (Argentina), l’aula è stata teatro di momenti di forte tensione emotiva. Al centro della giornata la testimonianza della figlia Gianinna Maradona, che ha accusato apertamente il neurochirurgo Leopoldo Luque di aver convinto la famiglia ad accettare il ricovero domiciliare dopo l’operazione al cervello subita dal padre.
La figlia di Maradona accusa il chirurgo
Secondo Gianinna, Luque avrebbe garantito che le condizioni della casa fossero adeguate per assistere Diego, ma quelle promesse non sarebbero state rispettate. La donna ha parlato con evidente emozione, arrivando anche alle lacrime durante l’ascolto di alcuni messaggi vocali, descrivendo un’assistenza che lei considera gravemente carente. L’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Patricio Ferrari, ha ribadito che la morte di Maradona non era inevitabile e che si sarebbero verificate gravi negligenze da parte del team medico.
Gravi negligenze del team medico
Ferrari ha sottolineato che l’ex campione mostrava segnali critici già diverse ore prima del decesso e che un intervento tempestivo avrebbe potuto salvarlo. Il ricovero domiciliare è stato definito dall’accusa come “inadeguato” e persino “crudele”, in quanto non avrebbe garantito il livello di cure necessarie a un paziente nelle condizioni di Maradona.
L’autopsia ha stabilito che la causa della morte, avvenuta il 25 novembre 2020, è stata un edema polmonare acuto legato a un’insufficienza cardiaca, aggravata da una cardiomiopatia dilatativa e da un importante accumulo di liquidi (fino a quattro litri nei polmoni e nel cuore, secondo quanto emerso in precedenti udienze). I periti hanno evidenziato che questo quadro clinico non si è manifestato improvvisamente, ma si è sviluppato progressivamente nel corso di giorni, con possibili segni di agonia prolungata.






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