Per anni tra i migliori bomber al mondo, poi "un mostro alieno gli ha rubato tutto"
Soprannominato El Nino - il bambino - per i suoi tratti somatici e per la sua precocità, ha esordito nella Liga a 18 anni e a 19 è capitano dell'Atlético Madrid.

"Per anni è stato tra i migliori centravanti del mondo. Tecnico, veloce e soprattutto concreto". Inizia così il lungo post della pagina "Romanzo Calcistico" dedicato a Fernando Torres. "Quando puntava l’avversario, infatti, sembrava come se gli bastasse spostare il pallone per superarlo e puntare la porta agevolmente. Nessun “giochetto”, nessuna finta, al massimo cambi repentini di passo che spiazzavano continuamente i difensori. Quando attaccava la profondità, non aveva rivali per tempismo e imprevedibilità: sapeva sempre come fregare l’avversario. Rendere semplici giocate che in realtà hanno un coefficiente di difficoltà altissimo: è stata questa la sua vera forza negli anni migliori".
"In alcune partite, sembrava davvero onnipotente. Poi - si legge - è entrato in una sorta di tunnel da cui non è riuscito più a uscire: quello degli infortuni. Stiramenti, ricadute, fino ai seri problemi al ginocchio. Non è riuscito più a tornare quel portento che aveva fatto innamorare milioni di ragazzini e appassionati di tutto il mondo. Già, perché Fernando Torres è stato l’idolo di una generazione che ha improvvisamente smarrito la via. Sembrava come se qualche mostro di un pianeta alieno avesse rubato tutto il suo talento in un colpo solo, come accaduto ai cinque cestisti NBA Barkley, Ewing, Johnson, Bogues e Bradley in “Space Jam”.
"Nonostante tutto - conclude il post - è riuscito comunque ad essere un grande “vincente”, visto che è uno dei pochissimi eletti ad aver vinto Europeo, Mondiale, Champions League ed Europa League. Nei suoi ultimi anni di carriera, poi, tornato all’Atletico Madrid, è anche riuscito a vincere un trofeo con la sua squadra del cuore. Gli era sfuggito miseramente nella finale di Champions League tutta madrilena qualche anno prima, e le sue lacrime di disperazione da vero “colchonero” avevano commosso il mondo. Fortuna che il destino ha voluto premiare la sua determinazione, dandogli la possibilità di vincere l’Europa League 2018. L’ultimo sforzo, prima di lasciarsi dietro i ricordi. I ricordi di quell’attaccante meraviglioso dalla faccia fanciullesca che ci faceva sognare da ragazzini. Di quella forza della natura che rendeva semplice le cose difficili. Di quel goleador che… “come un torero, scivola sotto la Kop”.
INTERVISTE - 15/05/2026Esposito: "Napoli a più 15 sulla Juventus senza errori arbitrali. Sì a Rios. Manna, niente Roma"
INTERVISTE - 15/05/2026Cassano a Conte: "Vai al Milan per scrivere la storia". Poi l'attacco di Fantantonio ad Allegri
CALCIOMERCATO - 15/05/2026Il Parma sonda Obaretin dal Napoli. La strategia del club azzurro
CALCIOMERCATO - 15/05/2026Bari, l'appello a De Laurentiis: "Rao resti con noi". Due ipotesi per il "nuovo" Insigne
CALCIOMERCATO - 15/05/2026Napoli e il problema del gol: Alajbegovic per un attacco a cinque frecce
CALCIOMERCATO - 15/05/2026Dal Portogallo: "Napoli interessato a Rios. Il Benfica ha fissato il prezzo"

Perché Milinkovic-Savic non è un portiere adatto al Napoli
Anan Khalaili, chi è il calciatore che piace al Napoli: il baby Hakimi
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
