Pedullà: "Sarri tradito e insultato. Sapete cosa fece Lotito ad Auronzo di Cadore?"
Alfredo Pedullà attraverso il suo editoriale su Sportitalia ha rivelato alcuni retroscena sull'addio di Maurizio Sarri alla Lazio di Lotito.

Alfredo Pedullà, esperto di mercato, attraverso il suo editoriale su Sportitalia, ha commentato le dimissioni di Sarri da tecnico della Lazio: "Ci sono gli Allenatori e poi gli Uomini. Meglio: prima gli Uomini. Maurizio Sarri decide di uscire allo scoperto in un pomeriggio di metà marzo, si dimette e lascia circa 5 milioni netti sul tavolo. La dodicesima sconfitta in campo, l’Udinese padrona, i calciatori che piangono oppure fanno comizi dopo una sostituzione, che non sanno fare uno stop, che sbagliano – più volte – a mezzo metro dalla porta. E che magari tra qualche ora si scateneranno via social, con le facce finte e di circostanza. La Lazio aveva confermato Sarri con un comunicato pochi giorni fa, Sarri ha tolto a Lotito quest’impiccio. E Lotito, nel giorno della comunicazione, era in Senato: non è detto – anzi – che la Lazio venga prima del resto come dice. Una storia che dura da 20 anni, la colpa è sempre degli altri, gli allenatori scappano e se dobbiamo pensare al risparmio sugli emolumenti questo è un Grande Giorno".
Inoltre, Pedullà, ha aggiunto: "Soprattutto per Sarri che ha commesso un errore figlio del sentimento: avrebbe dovuto presentare le dimissioni a luglio quando Lotito lo aveva sfidato in uno dei suoi blitz ad Auronzo di Cadore. “Il mercato lo faccio io, l’allenatore allena”. A pochi mesi da uno storico secondo posto che aveva portato una cascata di milioni, cascata che era diventato un oceano con la cessione di Milinkovic-Savic. Lotito dice di aver speso 100 milioni, fate bene i calcoli al netto delle entrate. Sarri aveva deciso di non dimettersi (ci aveva pensato già subito dopo una sessione invernale andata come al solito a vuoto, non l’ultima) per amore verso la gente. Se fosse per i soldi, sarebbe ancora lì".
"Anche se qualcuno lo ha tradito, lo ha insultato, sulla scia di una comunicazione spesso schierata e che è stata a lui ostile da sempre, fin dai primi giorni. Gente prestata al giornalismo, influencer che sentenziano senza congiuntivi e difendono gli indifendibili, i nostalgici di Tare (anche ieri abbiamo ascoltato celebrazioni fuori luogo), i prevenuti, gli incapaci, i ruffiani, gente che dovrebbe giudicare la quotidianità di un lavoro che spesso porta zero riscontri. Per Sarri è quasi il giorno della liberazione, per Lotito parleranno i fatti. Oppure parlano da 20 anni". Ha concluso Pedullà.
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