Pedullà: "Napoli: la strada per accontentare tutti ha un nome e un cognome"

Alfredo Pedullà, nel suo editoriale per SportItalia, ha analizzato quanto sta accadendo in casa Napoli in queste concitatissime ore.
Alfredo Pedullà ha toccato anche l'argomento Napoli nel suo editoriale per SportItalia: "Rudi Garcia è famoso per quella frase 'la chiesa al centro del villaggio' pronunciata ai tempi della Roma quando aveva ripristinato un minimo di normalità dopo un periodo tormentato. Aurelio De Laurentiis è famoso per aver sconsacrato la 'chiesa' del Napoli reduce dalle strepitose omelie calcistiche di Luciano Spalletti. Certo, anche i bambini di tre anni avevano intuito che non sarebbe stato semplice sostituire un allenatore così ispirato e vincente sulla panchina azzurra. Ma qualcuno tra quei bambini aveva intuito, già lo scorso giugno, che la scelta Garcia - in un ventaglio di ipotesi - sarebbe stata quella meno indicata per dare continuità e per rinfrescare, senza calpestarli, quei momenti di felicità".
"Adesso è semplice, troppo semplice, organizzare processi, prendersela con l’allenatore, puntare l’indice anche con una certa violenza. Siamo il Paese che ragiona sempre dopo, magari in base ai risultati, quando bisognerebbe farlo prima. Aurelio De Laurentiis ha sconsacrato la chiesa, con una decisione come minimo azzardata, ora il dovere sarebbe quello di rimetterla velocemente al centro del villaggio. Ha dato ipoteticamente tre partite, le prossime tre dopo la sosta, a Garcia quando sarebbe importante (necessario) intervenire da subito. Non ci sono dubbi che l’unica strada per mettere d’accordo tutti avrebbe un nome e un cognome: Antonio Conte. In caso contrario, chiunque. Come se non bastassero gli strafalcioni tattici e le sostituzioni ad minchiam, il signor Rudi è balzato agli onori della cronaca per essere stato mandato a quel paese (eufemismo) da almeno tre-quattro calciatori con il coinvolgimento di qualche agente e chissà di quanti altri addetti ai lavori. Morale: non lo sopportano. Garcia parla di un comitato di saggi, altra sortita opinabile, quando il saggio dovrebbe essere lui. E non lo è. Da qui il quesito: giusto concedergli altre tre partite quando la sua “chiesa” è sempre più deserta? No che non lo sarebbe".






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