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Pastore: "Vi racconto il metodo Boniperti, aveva la lista dei giornalisti buoni e cattivi"


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Pastore: Vi racconto il metodo Boniperti, aveva la lista dei giornalisti buoni e cattivi

Rosario Pastore ricorda il grande Giampiero Boniperti: "Lo conobbi a Torino, ero giovane e molto emozionato".


Il calcio italiano piange la scomparsa del leggendario Giampiero Boniperti. L'ex calciatore e dirigente della Juventus ha scritto pagine importanti della storia dello sport più amato dagli italiani. Rosario Pastore, giornalista, racconta sui social un aneddoto legato al grande ex bianconero: "Ero un cronista ancora abbastanza giovane, appena assunto a "La Notte" di Milano, in una redazione sportiva composta prevalentemente da giornalisti avanti con l'età e anche un pochino disincantati dalla professione. Una fortuna per uno che aveva sognato da una vita di fare quel mestiere e che poteva cercare di farsi avanti senza che i colleghi si impegnassero a tarpargli le ali. E così, lasciando a parte ogni ridicola modestia, cominciavo a farmi notare nell'ambiente. Seguivo prevalentemente l'Inter, ma anche Milan e Juventus. Un giorno Toni Bellocchio, un collega scomparso troppo presto, mi chiese di accompagnarlo a Torino. Ero emozionato, avevo visto tante volte quell'uomo in campo, ne avevo seguito la carriera fino a quando era diventato "nientedimenoche" presidente della Juventus. In auto, arrivammo alla sede del club bianconero. Stavo per incontrare un monumento del calcio italiano. Boniperti mi mise subito a mio agio, volle sapere di me, delle mie origini, mi assicurò che aveva sempre amato Napoli. E mi riempì di regali".


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Pastore prosegue nel suo racconto: "Un'intera collezione di distintivi juventini, pubblicazioni, qualcuna lussuosa, sulla società cara agli Agnelli. E poi, un libro marrone, un volume con scritte dorare. Ma non era un libro. Aperta la copertina, ecco una radiolina (a quei tempi, un oggetto quasi obbligatorio per tutti), una magnifica sorpresa. Quando ci salutammo, il presidente mi strinse le mano e mi disse: . Era il metodo Boniperti: "faccio il bellillo con te e tu in cambio hai un occhio di riguardo per la Juve". Ero entrato ufficialmente nel listone dei giornalisti destinatari di ricchi  doni a Natale e da invitare sul charter della squadra nelle trasferte. Andò avanti per anni, fino a quando qualcuno non riferì a Boniperti che io ed altri colleghi avevamo aperto una bottiglia di champagne per festeggiare la sconfitta bianconera nella finale di Atene di Coppa dei Campioni, gol di Magath. Dalla lista dei buoni, passai immediatamente a quella dei cattivi. Avevo scoperto un altro aspetto del metodo Boniperti. Ovviamente non mi sognai di prendermela col grande personaggio che, con la sua classe, aveva segnato un'epoca. E del quale, accodandomi al lutto del calcio mondiale, piango oggi la scomparsa".


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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