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Pastore: "Osimhen sembrava un'anima in pena. Spero sia solo un sospetto"


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Pastore: Osimhen sembrava un'anima in pena. Spero sia solo un sospetto
© foto di Image Photo Agency

Rosario Pastore, giornalista, ha commentato la debacle interna del Napoli contro la Lazio di Maurizio Sarri.


Rosario Pastore, giornalista, in passato prima firma de La Gazzetta dello Sport, ha commentato la sconfitta del Napoli contro la Lazio. Queste le sue parole: "La sconfitta è meritata, non sono io a dirlo ma, purtroppo, i fatti. Un 1-2 sul quale sarebbe scorretto se non disonesto mettersi a discutere. E fortuna che Zaccagni abbia avuto la gentilezza di andarsi ad infilare in fuorigioco in un paio di occasioni, perché la mazziata sarebbe stata anche più dolorosa. Il Napoli è stato vivo e vegeto solo per una mezz'oretta, quella iniziale, quando è andato vicinissimo al vantaggio in un paio di occasioni. Poi, dopo il pareggio abbastanza avventuroso di Zielinski, è calato il buio più nero.

Inoltre ha proseguito: "La squadra è letteralmente crollata, dando l'impressione di essere alla canna del gas. Lezione di condizione atletica e conseguentemente, purtroppo, anche di gioco. La Lazio, pimpante e in palla, ci ha messo sotto, non facendoci quasi respirare. Tanti gli azzurri apparsi eccessivamente affaticati (e siamo solo alla terza di campionato). Ma in particolar modo quelli che, secondo me, avrebbero dovuto essere sostituiti quasi subito sono Anguissa e, dopo un buon inizio, Rrahmani, mentre Di Lorenzo non aveva la lucidità delle prime due gare e Osimhen, dico, Osimhen! pareva un'anima in pena vagante per il campo, mai davvero pericoloso. Gioco pimpante dei laziali, atteggiamento fondamentalmente noioso dei napoletani, con quell'insistenza nei passaggi laterali, quasi mai seguita dagli affondo che avevano contribuito a rendere spettacolare il gioco di Spalletti".


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"Intendiamoci - continua Pastore - un passo falso ci può stare. Ma, diceva Brera, è il modo c'ancor m'offende. Per dirla in soldoni, la speranza è che si tratti solo di un episodio e che la squadra ritrovi la brillantezza atletica che dovrebbe essere obbligatoria ad inizio stagione. Si è visto anche Lindstrom, in campo. L'impressione non è stata negativa, anche se proprio lui ha avuto a portata di piede, sbagliandola, una rarissima occasione di pareggio. Da rivedere, insomma. Specialmente, in ben altre condizioni a livello generale. Ma, se è per questo, tutta la squadra è da rivedere. In ben altri atteggiamenti".

Infine ha concluso: "Posso comunicare una malignità che non ha alcun fondamento e nessuna base tecnico-tattica? Si tratta di una malignità e basta, solo per passare un po' di tempo. Ebbene, considerato che l'unico risultato dopo la storica conquista dello scudetto è stato il massimo impegno del presidente di ridurre gli stipendi ai propri prestatori d'opera, bisogna proprio respingere del tutto il sospetto che nella mente dei giocatori si si insinuata questa domanda: ma a me, chi me lo fa fare? Ripeto, è la mia mente malignazza e tifosa ad immaginare tali mostruosità".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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