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Pantani, il retroscena: "Ci sono numeri che svelano l'inganno. Indurain mi disse una frase"

In un'intervista sul Corriere di Bologna, il giornalista Davide De Zan ha parlato nell'anniversario della morte di Marco Pantani.



14/02/2023 15:10 - Altre notizie
Pantani, il retroscena: Ci sono numeri che svelano l'inganno. Indurain mi disse una frase

In occasione del 19esimo anniversario della morte di Marco Pantani, il giornalista Davide De Zan ha parlato in esclusiva ai microfoni de Il Corriere di Bologna. Il cronista figlio d'arte ha ribadito i suoi dubbi sia sulla dinamica della scomparsa del pirata che della squalifica al Giro 1999: "Ovunque vedo che sta crescendo la consapevolezza dell’ingiustizia a cui è stato sottoposto. Mi viene da dire che la giustizia popolare abbia superato quella ordinaria e a distanza di anni sono in tanti ad avere cambiato opinione su Marco, capendo cosa è accaduto nel 1999 a Madonna di Campiglio. Allo stesso modo è fragilissimo il pilastro dell’indagine sulla morte ovvero che nessuno sia entrato né uscito dalla stanza di quel residence".

De Zan ha rincarato la dose sulla squalifica "ingiusta": "Ci sono esami che accertano che i numeri di Campiglio non tornano, fanno a cazzotti con la logica e la fisiologia. Sono numeri che svelano l’inganno e che erano già stati portati in aula a Forlì quando però il procuratore Sottani si era dovuto arrendere davanti alla prescrizione. L’ipotesi di deplasmazione del sangue di Pantani però è stata descritta da un magistrato e ribadita dall’Antimafia. Tutti questi dati esistevano anche nel 1999 ma allora si scelse di fare entrare Marco in aula come persona offesa e farlo uscire da imputato". 


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Poi il ricordo del giornalista su una delle imprese di Pantani: "Ho avuto l’onore di commentare la sua prima vittoria al Giro del 1994 quando mise in crisi un gigante come Indurain. Era un giovane romagnolo al secondo anno da professionista, animato da tanta ambizione al punto da farmi una promessa: "Se mi lasciano un giorno di libertà, provo a vincere una tappa". Uno gli è stato concesso e un altro se lo è preso. Quel giorno all’arrivo Indurain mi disse: "Non cercherò mai più di inseguire Pantani quando attacca in salita: è un suicidio". Su quelle strade è nato il più grande scalatore del mondo»".


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Giuseppe BiscottiGiuseppe Biscotti
Laureato in economia aziendale, è giornalista pubblicista dal 2021. Nato e cresciuto a Caserta, collabora dal 2017 con testate online. Segue il calcio con esperienze da inviato negli stadi di Serie A.

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