Logo AreaNapoli.it

Nuovo stadio Napoli. Non erano "profezie". Erano simulazioni


,
Pubblicato nella sezione Altre notizie
Nuovo stadio Napoli. Non erano profezie. Erano simulazioni

Il vero obiettivo è mai stato costruire uno stadio nuovo o ottenere il miglior Maradona possibile senza immobilizzare centinaia di milioni di euro?


Per quattro anni le mie analisi sul nuovo stadio del Napoli sono state archiviate come pessimismo. In realtà erano simulazioni costruite sui bilanci della società. E oggi, mentre il cantiere che prende forma è quello del Comune, emerge una domanda: il vero obiettivo è mai stato costruire uno stadio nuovo o ottenere il miglior Maradona possibile senza immobilizzare centinaia di milioni di euro?


PUBBLICITÀ

Le analisi sullo stadio del Napoli liquidate come provocazioni

Per quattro anni qualcuno ha scambiato le mie analisi su questo giornale per pessimismo. Altri le hanno liquidate come provocazioni. Qualcuno le ha perfino interpretate come un’avversione personale nei confronti di Aurelio De Laurentiis. Un’accusa singolare, considerando che, probabilmente, sono stato il primo e finora l’unico ad aver dedicato un intero libro al suo modello gestionale, A scuola da De Laurentiis, indicandolo come un caso di studio di efficienza manageriale, sostenibilità economica e capacità di creare valore nel calcio italiano.


PUBBLICITÀ

Proprio perché ne conosco i punti di forza, ne ho sempre evidenziato anche i limiti.

Il Napoli deve continuare ad essere una straordinaria bottega

Ho sempre sostenuto che il Napoli dovesse continuare a fare ciò che gli riesce meglio: essere una straordinaria bottega. Mai atteggiarsi a una boutique di via Montenapoleone. Perché una bottega eccellente non diventa automaticamente una multinazionale del lusso. Allo stesso modo, una società capace di gestire magnificamente il proprio core business non acquisisce, per questo solo motivo, la struttura patrimoniale necessaria per affrontare un investimento immobiliare da centinaia di milioni di euro.

Le mie non erano profezie. Erano simulazioni.

Simulazioni costruite leggendo i bilanci del Napoli, analizzando la capacità di generare cassa, osservando la struttura patrimoniale della società e della famiglia De Laurentiis e valutando quale fosse il livello di indebitamento sostenibile per un’operazione come quella di un nuovo stadio.

Era un esercizio di analisi aziendale. Non di divinazione.

Per questo continuavo a ripetere che il vero problema non era individuare un’area. Di terreni, in questi anni, ne sono stati evocati molti. Il vero problema era un altro. Reperire i capitali. Perché tra un rendering e un cantiere non c’è la fantasia. Ci sono i soldi.

Oggi i fatti raccontano una storia precisa. L’unico progetto definitivo approvato è quello relativo alla riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona. L’unico intervento che ha imboccato concretamente la strada della realizzazione è quello promosso dal Comune di Napoli.

Questo non dimostra che il nuovo stadio fosse impossibile. Dimostra semplicemente che, almeno fino a oggi, le simulazioni economico-finanziarie si sono dimostrate più affidabili di molte narrazioni.

C’è però un altro aspetto che continuo a sostenere da tempo e che gli sviluppi di queste settimane rendono ancora più interessante.

La vicenda dello stadio può essere letta anche come una raffinata operazione di negoziazione. Per anni il Napoli ha tenuto aperta l’ipotesi di un nuovo impianto. Si è parlato di terreni, di studi di fattibilità, di modelli europei, di nuove localizzazioni. Parallelamente, però, la pressione sulle istituzioni non è mai venuta meno: il Maradona doveva diventare più moderno, più funzionale, più redditizio e più adatto alle esigenze del calcio contemporaneo.

Le due strade, in realtà, non erano incompatibili.

Più appariva credibile l’ipotesi di un trasferimento, maggiore diventava l’interesse delle istituzioni a trattenere il Napoli nello stadio cittadino, accelerandone il processo di riqualificazione.

Se questa fosse stata la strategia, bisognerebbe riconoscerle una notevole coerenza manageriale.

Perché, se i numeri suggerivano che finanziare integralmente uno stadio nuovo rappresentava un’operazione estremamente complessa per la dimensione economico-patrimoniale del Napoli e della famiglia De Laurentiis, ottenere uno stadio profondamente rinnovato grazie a un investimento pubblico costituiva un risultato molto più razionale.

Non un ripiego. Una strategia.

Ed è proprio qui che molti, a mio avviso, hanno letto male la vicenda.

Hanno confuso la capacità di amministrare brillantemente una società di calcio con la capacità di finanziare una delle più grandi operazioni immobiliari che un club italiano possa affrontare.

Sono due mestieri diversi. Il primo richiede competenza nella gestione sportiva, nello scouting, nel controllo dei costi e nella creazione di valore. Il secondo richiede grandi capitali, investitori istituzionali, project financing, leva finanziaria e una struttura patrimoniale completamente diversa.

Paradossalmente, il più grande merito di De Laurentiis è sempre stato quello di non fare il passo più lungo della gamba. È proprio questa disciplina finanziaria ad aver consentito al Napoli di crescere senza compromettere il proprio equilibrio economico.

Per questo non ho mai creduto che il nuovo stadio, interamente finanziato dal club, rappresentasse lo scenario più probabile. Non perché fosse un sogno. Ma perché i numeri raccontavano altro.

Dopo trentasei anni trascorsi nelle banche e nelle aziende, tra bilanci, piani industriali e operazioni straordinarie, ho imparato una regola tanto semplice quanto impopolare. I numeri non tifano. Non applaudono. Non si innamorano dei rendering.

Descrivono soltanto ciò che un’organizzazione può realmente permettersi di fare. Per questo le mie non erano profezie.

Erano simulazioni.


Ultimissime notizie
Vincenzo Imperatore
Laureato in Economia e Commercio, ha lavorato 22 anni come manager di un istituto di credito. Dal 2012 è un libero professionista, saggista, scrittore e giornalista pubblicista. Collabora con importanti testate.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
NapoliNapoli
OsasunaOsasuna
Napoli-Osasuna, i precedenti
Amichevole, mercoledì 5 agosto alle 18:30