Napoli, la verità sul bilancio: "De Laurentiis ha voluto il rosso, super ricavi nel 2023"
L'esperto di economia applicata al calcio ha spiegato nel dettaglio la politica finanziario del club azzurro.

La SSC Napoli, per il terzo anno di fila, ha chiuso il suo bilancio in rosso. Eppure, non c'è di che preoccuparsi. Lo assicura Fabrizio Vettosi - esperto di economia e volto noto al presidente Aurelio De Laurentiis - intervenuto ai microfoni di Forza Napoli Sempre, trasmissione di Radio Marte: "Napoli in passivo di quasi 52 milioni, nel suo terzo bilancio consecutivo in rosso? La perdita non mi spaventa e, anzi, la credevo più alta. Di quanto? Mi aspettavo una decina di milioni in più, per un totale di perdita operativa da 140 milioni. Non ci sono tasse, sugli utili del club di De Laurentiis? No, anzi: il Napoli accumula un vantaggio fiscale da scontare in futuro, perché utilizza il sistema delle tasse anticipate in attesa di bilanci utili e, così facendo, la perdita si attenua. Il problema, per una società, non è tanto la perdita attesa, ma quella inattesa; e quella del Napoli rientra nella strategia del presidente. A me, insomma, preoccupa quando un club non prende coscienza della perdita. Quella del Napoli, lo ripeto, è una perdita voluta, perché da anni De Laurentiis sta rivedendo gli equilibri finanziari dell'azienda. L'importanza della sua strategia sta proprio nel fatto che lui ne era e ne è pienamente consapevole".
"Nel calcio - ha proseguito Vettosi - c'è un grande abbrivio: il costo maggiore è rappresentato dai calciatori, per quanto riguarda i cartellini, ma i contratti sono lunghi, vanno dai tre ai cinque anni, quindi un errore commesso nell'area tecnica - vedi Juve - si riverbera per lungo termine. Quando hai sbagliato uno o due investimenti, per intenderci, hai compromesso i bilanci per i quattro anni successivi. Bisogna rendersene conto. In questo, i dirigenti del Napoli sono superiori agli altri. Alla luce di tutto ciò, mi aspetto un bilancio molto positivo nel 2023, considerando la stagione che sta disputando la squadra di Luciano Spalletti, la Champions League e gli accordi commerciali presi".
"Quanto ha inciso il Covid-19 sui bilanci precedenti? Lasciamo perdere la pandemia, sennò mettiamo in gioco un fattore che, per molti club disastrati, ha rappresentato la scusa per giustificare determinati comportamenti. C'è chi continua a reclamare aiuti, attraverso un decreto in corso di discussione, e dice una bugia immane: taluni sostengono che i ricavi del calcio italiano siano crollati con la pandemia. Non è così".
"Il calcio italiano vive dei diritti Tv, e non sono stati toccati: c'erano dei contratti firmati e che sono stati onorati da SKY, DAZN e televisioni estere. L'unico introito che è venuto a mancare è quello dello stadio che, in Italia, pesa circa il 10%. Molti sponsor hanno chiesto la rimodulazione dei contratti, ma non è stato questo il fattore della crisi. Il calcio è malato da lungo tempo, come dice De Laurentiis: non è un problema di regole, ma di controlli".








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