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Napoli, non solo zuppa di cozze: c'è una tradizione ormai persa del Giovedì Santo

Il Giovedì Santo partenopeo è il giorno che dà il via al fine settimana che porta alla Pasqua, Napoli è terra di tradizioni: ma ce n'è una dimenticata.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

28/03/2024 17:43 - Altre notizie
Napoli, non solo zuppa di cozze: c'è una tradizione ormai persa del Giovedì Santo

Il Giovedì Santo partenopeo delle massaie, ma anche dei ristoratori in tempi moderni, è dedicato alla scelta delle migliori cozze da reperire tra i pescivendoli ed i mercati rionali della città. Poi tutto si trasferisce in cucina in attesa del rito serale della zuppa di cozze. Quello che conta, però, oltre alla cottura dei frutti di mare, è anche il condimento: ognuno lo fa a modo suo. La salsa rossa al peperoncino viene detta comunemente "'o russo", grazie al suo colore che determina il retrogusto della zuppa tutta ed esalta le sue proprietà organolettiche: odore, colore, sapore. Ma c'è una tradizione partenopea del Giovedì Santo che quasi è stata dimenticata, anche per via della modernizzazione, dell'evoluzione dei tempi, del consumismo, degli acquisti online.

'O struscio d''o giovedì Santo, oltre alla Zuppa di cozze, è stato per secoli, un altro mito del primo giorno dei Sepolcri che dà il via al fine settimana pasquale. Il termine struscio nella tradizione partenopea indica il semplice passeggiare. Nel settecento assunse una connotazione molto particolare in relazione alle festività pasquali; infatti il grande fervore religioso del popolo napoletano, il suo accalcarsi in massa tra le strade cittadine per visitare le "sette chiese", portò il termine struscio ad indicare quel rumore di strofinio delle scarpe al suolo, o degli abiti dei passanti, proprio come spiegava Matilde Serao nella sua opera "La Madonna e i santi": “Ha un’origine tutta musicale, perché viene dal fruscìo che fanno i piedi mollemente smossi e le gonne seriche delle donne”.


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Lo struscio del giovedì santo è stato per tutto il settecento un giorno veramente importante per il popolo napoletano, non tanto per l’alta borghesia o per l’aristocrazia, ma anche per le classi meno agiate, le quali si riversavano per le strade cittadine indossando i loro migliori abiti. La Via Toledo era il palcoscenico preferito, il posto ideale per fare "'o struscio d''o giovedì Santo".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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