Napoli, non c'è nulla da vergognarsi: dal Maradona la notizia più bella

Capita troppo spesso, purtroppo, che a Napoli si produca una sorta di razzismo autoctono, prodotto cioè dagli stessi cittadini partenopei.
A Napoli capita spesso che si produca una sorta di razzismo autoctono. Una certa napoletanità viene considerata "esagerata", quasi come se ci si dovesse vergognare. Si pensi a quanto sta accadendo in città da diversi mesi. Napoli è tappezzata d'azzurro, ogni angolo di strada ribolle di passione per le gesta di Luciano Spalletti e dei suoi uomini. Atteggiamento criticato dal Nord, ma anche da diversi partenopei. "La vera Napoli non è questa" dicono i radical chic.
Napoli invece è così, ma non c'è nulla di cui vergognarsi, anzi. La compagine azzurra festeggia lo scudetto dopo ben 33 anni di attesa. Negli ultimi decenni ha vissuto l'onta incancellabile di un fallimento, anni di inferno in una Serie B spesso anonima. Possibile che i tifosi partenopei non abbiano il diritto nemmeno di festeggiare esprimendo tutta la loro gioia in forma colorita, ma civilissima? Il Maradona, in occasione del match contro la Sampdoria, ha dato il meglio di sé. Prima l'inno di Nino D'Angelo, poi l'ovazione per Fabio Quagliarella. Inoltre la presenza di artisti amati in tutto il mondo come James Senese, Tullio De Piscopo, Gigi D'Alessio e tanti altri. La notizia più bella è questa: Napoli sta insegnando all'Italia come festeggiare! Tutti i tifosi del mondo meriterebbero di vivere almeno una serata come quella di oggi 4 giugno al Maradona...








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