Napoli, con Allegri è tutta un'altra musica a Dimaro: la grande differenza con Conte

Lavoro tattico a ritmi altissimi nel secondo giorno di ritiro in Val di Sole. Squadra divisa in due gruppi tra sponde al volo e scambi nello stretto contro le sagome: il confronto con il passato è evidente.
Se c’era un dubbio su come Massimiliano Allegri avrebbe impostato i primissimi giorni di lavoro a Dimaro, il campo ha fornito una risposta chiarissima: il pallone è il protagonista assoluto. Una scelta metodologica che segna una netta e profonda discontinuità con il recente passato.
Primi allenamenti a Dimaro: la differenza tra Allegri e Conte
Gli stessi calciatori lo ricordano bene: con Antonio Conte (come più volte sottolineato, ad esempio, da Noa Lang), i primi giorni di ritiro in Trentino erano caratterizzati da un lavoro atletico massacrante a secco, tanto che per diverse sessioni la sfera di cuoio restava chiusa nei magazzini. Con Allegri la musica è cambiata subito: la palla si usa, e si usa per fare tattica ad alta intensità sin dai primi minuti.
Campo diviso in due: tecnica al volo e scambi nello stretto
La sessione mattutina sul prato di Carciato ha visto il gruppo diviso in due blocchi di lavoro ben distinti, focalizzati sulla rapidità di esecuzione e sulla gestione degli spazi ridotti. Sulla corsia di sinistra (lato sala stampa) un gruppo si è sfidato in esercitazioni di tecnica applicata con scambi e sponde rigorosamente al volo, per allenare la sensibilità del tocco e la reattività sotto pressione. Sulla destra, invece, spazio alla tattica pura con una sfida serrata tra la difesa e il centrocampo titolare.
Intensità e geometrie: il nuovo credo azzurro
Niente corse infinite senza meta, ma tanta intensità con la sfera tra i piedi. Allegri e il suo staff vogliono che la squadra impari a pensare velocemente, muovendo il pallone con precisione anche quando gli spazi si intasano.
Questo avvio a Dimaro dimostra che la preparazione atletica viene calibrata direttamente sul rettangolo di gioco. La squadra fatica, corre e suda, ma lo fa sempre dialogando con il pallone: il modo migliore per assimilare i nuovi concetti e presentarsi pronti ai primi test stagionali.






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