Montuori: "Guadagnavo 20 milioni al mese con l'azienda. Sapete perché ho lasciato il tifo?"

Gennaro Montuori, ex capo tifoso del Napoli, ha rivelato: "A mio padre fecero una rapina con le pistole, la gente certe cose non le sa".
L'ex capo tifoso della Curva B del San Paolo, ora ribattezzato stadio Diego Armando Maradona, Gennaro Montuori, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della trasmissione Tifosi Napoletani, programma in onda sulla emittente Tele A: "Come rispondo a chi mi ha accusato negli anni di essermi arricchito con il Napoli? Vi dico una cosa che non ho mai raccontato a nessuno. Avevo una famiglia che faceva un grande fatturato con gli orologi: c'è stato un periodo, negli anni 80, in cui guadagnavo anche 20 milioni di lire al mese".
"Io ero anche quello con la quota minore, ero il più piccolo. A mio padre fecero una rapina con le pistole, la gente certe cose non le sa. Io invece di andare a consegnare gli orologi, andavo agli allenamenti del Napoli praticamente ogni giorno. Ho dato tutto per questa squadra, ne sono sempre stato sempre innamorato. Ho cercato di creare un bel clima nello stadio, ho sempre combattuto contro la droga e la violenza. Sapete perché ho mollato? A un certo punto alcuni personaggi istituzionali si sono schierati dall'altra parte, mi hanno avversato, non potevo continuare così. Inoltre avevo perso un amico che per me era un fratello, Giorgio, anche lui tifosissimo e con me in curva. Non me la sono più sentita", ha aggiunto Gennaro Montuori nel corso del suo intervento in televisione.






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