Mazzone rinunciņ ai soldi del Napoli: "Stavo andando a fondo". Sapete quanto perse?

L'allenatore romano dopo poche partite decise di dimettersi dal Napoli rinunciando a un bel po' di soldi e al contratto.
Carlo Mazzone ha dedicato la sua vita al calcio prima da calciatore e poi da tecnico. Tante le squadre in cui ha lavorato come Ascoli, Roma, Brescia, Lecce e anche una parentesi nel Napoli. Era la stagione 1997-1998 e la squadra partenopea era ultima in classifica. L’allora presidente Ferlaino chiamò Sor Carletto per provare a risollevare il Napoli. L’allenatore romano, però, dopo poche partite decise di dimettersi rinunciando a un bel po’ di soldi e al contratto.
"Quattro partite, zero punti. Capii che stavo andando a fondo e di non portare via lo stipendio non mi sembrava onesto. E ho restituito il contratto", disse qualche anno dopo. Stando ad indiscrezioni del tempo, Mazzone perse circa 800-900 milioni di lire. Una cifra di tutto rispetto per il tempo.
Gli anni migliori nella sua Roma quando ha lanciato un giovanissimo Francesco Totti. Poi le salvezza col Brescia di un altro numero dieci. Roberto Baggio che, nonostante sul viale del tramonto, fu rigenerato da Mazzone e il divin codino, alla fine, giocò anni straordinari con il Brescia.
Quattro partite, zero punti. Capii che stavo andando a fondo e di non portare via lo stipendio non mi sembrava onesto. E ho restituito il contratto».






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