Match fixing e scommesse: i giocatori coinvolti rischiano fino a quattro anni. I dettagli
La sanzione può essere oggetto di patteggiamento con riduzione della pena fino ad uno sconto della metà della squalifica.

Prima Fagioli, poi Tonali e Zaniolo. Il caso scommesse ha travolto il calcio italiano in questi giorni della sosta per le nazionali. I tre calciatori avrebbero giocato d'azzardo su siti non autorizzati e di conseguenza illegali. Toccherà quindi alla giustizia sportiva capire se e su cosa abbiano scommesso le parti coinvolte. La norma prevede l'assoluto divieto di scommesse per i tesserati di ogni genere, quindi atleti e dirigenti, sia professionisti che dilettanti su partite organizzate da FIGC, UEFA e FIFA. Anche su piattaforme legali. La sanzione, in questo caso - come ricostruito dalla redazione di gianlucadimarzio.com - prevede un'inibizione o una squalifica, a seconda che si tratti di un dirigente o un calciatore, non inferiore a tre anni e la sanzione pecuniaria non inferiore a €25.000. La sanzione può esser oggetto di patteggiamento con riduzione della pena: nel caso dovesse avvenire prima della chiusura delle indagini si può arrivare a uno sconto della metà della squalifica, dopo la chiusura, invece, a un terzo della sanzione minima.
Se per esempio un calciatore "X" dovesse essere accusato di aver commesso questo reato ma decidesse di patteggiare prima della chiusura delle indagini sarebbe squalificato soltanto per un anno e mezzo (il minimo della squalifica sono tre anni). Se invece dovesse patteggiare dopo la chiusura delle indagini la sanzione sarebbe di due anni (sconto di 1/3 sulla sanzione minima).
MATCH FIXING - La legislazione è invece diversa per quanto riguarda il calcio scommesse o il match fixing. In questo caso il tesserato altera il risultato di una gara per poi scommettere sull'evento stesso. Per situazioni di questo tipo la norma prevede una sanzione diversa e superiore alle sole scommesse con una squalifica di minimo quattro anni. Un esempio pratico: se il calciatore "Y" dovesse trovare un modo per alterare il risultato finale di una partita a cui prende parte, accordandosi con un avversario, per poi puntarci una somma di denaro alle scommesse, andrebbe incontro a una squalifica di almeno quattro anni.
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