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Maradona si poteva salvare, il quadro che emerge è raccapricciante


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Pubblicato nella sezione Altre notizie

Domenico M Barone, Infermiere specializzato di Sala Operatoria e Istruttore Nazionale BLSD-PTC per la Scuola Italiana Emergenze, ha commentato il caso Maradona.


Tutte le informazioni e i video che stanno emergendo dalle televisioni e social argentini, mostrano un quadro alquanto terrificante in relazione a Diego Armando Maradona. Una superficialità inaudita e una disorganizzazione trapelata che hanno determinato il verdetto infausto. Un Medico abilitato, specialista in Neurochirurgia, deve essere consapevole di tutte le fasi dell'iter operatorio, pre-intra-post tutte fondamentali per la vita del paziente. Ad esempio nel post-intervento di un paziente operato alla testa, classificato come alto rischio, non lo si dimette così rapidamente. Specialmente se si chiama Diego Armando Maradona e si ha un trascorso patologico molto noto. La forma mentale del Diego come descritto dai giornali locali di Tigre non era già delle migliori, molti psicofarmaci hanno interazioni anche a livello cardiaco, come di riflesso, ad esempio con l'ansia il battito si accelera di colpo, fino anche a creare cardiopalmo.


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L'ultimo video che mostra Maradona con la ex compagna non nasconde la sua forza reattiva, ma quella fisica ovviamente era calante. Per precauzione normalmente si lascia un drenaggio nella ferita e sotto attenta osservazione di personale sanitario specializzato e addestrato, in ambiente protetto e con il classico carrello per le emergenze che include il defibrillatore. Tutte condizioni mancanti a quanto pare. Notizie molto depistanti e quasi tutte mostrano la superficialità assurda con la quale un essere umano con qualche soldino si è trovato a fare i conti. Molte domande nascono spontanee, come il perché fosse arrivata prima una auto medica della ambulanza e perché l'Infermiera che aveva in carico il campione non aveva denunciato le condizioni in cui stava lavorando. Diego Armando era risaputo che aveva subito altri interventi chirurgici in passato e che aveva cardiopatie pregresse anche legate all'uso della maledetta polverina e uso combinato di alcolici. I primi 10 minuti sono fondamentali nella "Rianimazione" di una vittima, ogni minuto che passa le chance di sopravvivenza e di non riportare altri danni, soprattutto cerebrali diminuiscono vorticosamente fino al 2% se non rianimato nei primi 5 minuti. Immaginate ora Maradona, trauma cerebrale da intendersi post intervento, nessuna misura preventiva/cautelativa in atto per evitare eventi avversi. Purtroppo proprio questi ultimi si sono verificati. Con un defibrillatore e cardiochirurgo sempre con lui (come fanno tanti personaggi famosi), magari, dico magari perché non presente ai fatti e estraneo alle dichiarazioni delle parti ora sotto inchiesta, magari si sarebbe potuto salvare. Anzi, a mio avviso si sarebbe potuto salvare certamente. Le dichiarazioni della governante Monona sono anche molto confuse in merito, le linee guida American Heart Association e anche le Ilcor come primo soccorso espressamente chiedono di valutare la scena se è sicura prima di intervenire.


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In sicurezza poi chiedono di attivare la chiamata di emergenza e di valutare i segni vitali della vittima, e iniziare la rianimazione cardiopolmonare con passo 30 compressioni e 2 ventilazioni se personale sanitario, altrimenti indicano già le compressioni toraciche come disostruenti, e con un ritmo di 100 al minuto. Davvero frustrante è leggere dichiarazioni dove la cuoca dice che gli avrebbero fatto 3 insufflazioni o forse si riferisce ai cicli di rianimazioni. Non si nota molta chiarezza e trasparenza, solo tanta superficialità e coprirsi le spalle vicendevolmente davanti alla legge. In Italia abbiamo perso Morosini per la stessa fatalità ma il Decreto Balduzzi 158/2012 ha imposto definitivamente i defibrillatori e personale addetto addestrato all'uso in molte manifestazioni sportive e grossi centri affollati. Mi auguro prendano provvedimenti anche lì. Sperò davvero le autorità competenti possano fare luce in merito e anche con un atto umano le persone coinvolte siano pronte ad assumersi tutte le proprie responsabilità.

Domenico M Barone

(Infermiere specializzato di Sala Operatoria e Istruttore Nazionale BLSD-PTC per la Scuola Italiana Emergenze)

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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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