Maradona e il gesto istintivo della lingua, in campo e fuori: il bambino che faceva paura

I maradoniani pių esperti ricorderanno certamente un particolare relativo al grande Diego che ha un significato molto profondo.
I bambini lo fanno spesso, quando sono molto concentrati tirano fuori la lingua, e così faceva anche Diego Armando Maradona durante le giocate più sorprendenti. Ai più può apparire come un semplice vezzo, ma in realtà è un riflesso ancestrale legato ai meccanismi della comunicazione e alla storia evolutiva del linguaggio. Le regioni della corteccia cerebrale responsabili dei movimenti della bocca e degli arti sono in stretta connessione. Mani e lingua hanno una relazione reciproca, ecco perché quando le azioni sono complicate la lingua fa capolino. Ma si sa Diego non era “un uomo comune”, infatti la sua lingua aveva reciprocità quasi esclusivamente con il piede sinistro, il suo mezzo per comunicare e dare al mondo. Eccezion fatta ovviamente per la mano de Dios.
Non a caso di Maradona si dice che facesse con i piedi ciò che gli altri avrebbero avuto difficoltà a fare anche con le mani. Quella lingua come ago della bilancia, responsabile della coordinazione di gesti atletici fuori dal comune, di giocate impossibili. Quella lingua fuori dal campo per molti troppo lunga, quella lingua senza peli che faceva paura, capace di sfidare quelli che Totò amava chiamare i caporali o i ragioniere Casoria. Quella lingua come antenna per connettere all’Universo un bambino che non aveva altro che un pallone, un ponte tra cielo e terra che ha tenuto, tiene e terrà per sempre milioni di cuori sintonizzati sulla stessa frequenza.
Adriano Pastore







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