Lo youtuber milanese: "Il turismo a Napoli fa schifo. Città svilita, odore di fritto ovunque"
Nei giorni scorsi sono diventati virali le parole di una nota guida turistica milanese che ha criticato il modo di fare turismo a Napoli.

Napoli è amata in tutto il mondo, non solo dai propri abitanti. Negli ultimi anni la città ha vissuto un boom turistico senza precedenti con tantissimi italiani e stranieri che non perdono occasione per arrivare sotto il Vesuvio. I "forestieri" rimangono estasiati di fronte alle bellezze, alla cultura e al cibo di Napoli. Molti di loro non vorrebbero più andarsene.
Ma c'è chi non gradisce la piega che ha preso l'enorme afflusso turistico in città. A tal proposito, il post su Facebook della pagina Milano Segreta è diventato virale: "Il turismo a Napoli, fa schifo! È qualcosa di mortificante, sia per la città che per gli abitanti. Il turismo napoletano è ridotto ad un parco giochi dove andare a caccia di qualche personaggio pittoresco da poter fotografare, di un video mentre si beve la famosa "limonata a cosce aperte" mentre il tizio urla, del cantante col mandolino che passa tra i tavoli parlando in dialetto, come in una sorta di zoo".
"Io non ci vedo nulla di bello, il bello di Napoli è ben altro. Ho visto un turistificio dove tutti sono in coda si, ma nelle solite 4/5 mete più mainstream, pur di dire "ci sono stato, l'ho visto", giusto per il Cristo Velato e nulla più. Le persone chiedono info su dov'è Sorbillo, il murales di Maradona, a Capodimonte, tra i luoghi più iconici per i capolavori ero solo, idem in altri musei come l'Archeologico Nazionale, il più bel tripudio di sculture mai visto in vita mia" si legge ancora.
La guida turistica continua nello sfogo sulla città di Napoli ridotta ad uno street food a cielo aperto: "Tutto si riduce a mangiare una pizza, un babbà e un paio di siti culturali. Il famoso bar Poppella col suo "fiocco di neve" aveva più coda del Monte di Pietà dal Caravaggio. Non vi è alcuna voglia di ricerca del bello, di uscire dagli schemi, di scoprire la vera essenza della città, che non è per nulla pizza, "limonata a cosce aperte" e Cristo Velato solo perché è il più famoso, ma tutt'altro...".
"Una città "fritta", che è culla d'arte, e che non dovrebbe abbandonarsi a questo tipo di turismo. Ma questo tipo di turismo non è solo napoletano. L'odore di fritto si sente e si spiega anche con il fatto che diversi locali non hanno cappe a norma, addossati l'uno all'altro a centinaia per accogliere la richiesta ossessiva del cibo. Ho visto una città stuprata, sfruttata, svilita. E spero che le cose possano cambiare. Grazie" conclude il post di Milano segreta. Parole che hanno suscito un grande dibattito sui social e non solo.
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