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Lo chef Fabio Ometo racconta: "Ero a Napoli a bere un caffè, splendido gesto di un barista per un clochard"


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Lo chef Fabio Ometo racconta: Ero a Napoli a bere un caffè, splendido gesto di un barista per un clochard

Bellissimo gesto di un barista napoletano nei confronti di un clochard, il racconto dello chef Fabio Ometo.


Non solo calcio, permetteteci di evadere dalla vicende "pallonare" per riportarvi il racconto dello chef Fabio Ometo che su Facebook ha riferito quanto avvenuto ieri notte. Una storia che vale la pena di essere raccontata: "Questa notte, verso le 2,30, all'uscita da una serata, ci siamo fermati in un bar di piazza Municipio per prendere un caffe'. La piazza come tutti i napoletani sapranno, è stata adornata dalle statue di circa 100 lupi, fortunatamente piazzati verso il municipio e non verso il mare. Bene, tornando al mio racconto, mentre gustavamo un ottimo caffe', si è fermato all'ingresso un clochard napoletano (badate bene, all'ingresso. Questo evidenzia l'educazione del clochard, che conscio di poter, con la sua presenza, infastidire qualche cliente, non è entrato nell'esercizio). Lo stesso, rivolgendosi al barista, gli chiede: "mo faciss nu cafe'.....pero' stasera nun teng soldi". Il barista per niente infastidito e con tono pacato gli risponde:"certo.....,vuliss pure na pasta o na pizzetta?" , il clochard strizzando gli occhi, a mo' di gratitudine, e scuotendo la testa gli dice "no, grazie, m'abbasta nu cafe' caver.....stasera l'aria è fresca". Il barista gli prepara il caffe' in monouso e girando intorno al bancone glielo serve all'uscio. Il clochard, allora, stringendoselo tra le mani e con occhi sorridenti gli dice "grazie,....ca maronn to renn", ed il barista " nun ce pensa'....pienz a sta' bbuon". Dopo pochi minuti il barista, entra per poi subito uscire da una porticina di lato al banco, con un giubbino azzurro della Legea tipo impermeabile, esce fuori dal bar per andare incontro al clochard fermo a pochi metri a bersi il caffè".


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"Allungando le mani che stringono il giubbetto verso il clochard, lo guarda con occhi che esprimono più di 1000 parole. Il napoletano (trovo non giusto etichettarlo sempre come clochard, alla fine è un napoletano che o per sfortuna o per scelta, ha un tipo di vita diversa dalla mia) gli fa' " ma è ppe mme'?", ed il barista di risposta "si, è o mio, ma stasera serve chiu’ a te ..., chiove assaje. A Napoli un caffe' costa 80-90 centesimi, dovrebbe costare almeno 10 euro per la tradizione che lo rende cosi buono, per la passione di chi lo fa' e per l'amore che lo accompagna. A Napoli l'aiuto non si aspetta che lo si chiede, trovi sempre pronto qualcuno che capisce il momento ed è pronto a darlo. Napoli ti amo sempre di piu' e spero che esca sempre fuori il tuo amore, il tuo folclore, e che la minoranza che rovina questa citta' capisca presto che non è la città per lei", conclude il racconto il noto chef.


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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