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Lettera aperta a De Laurentiis: "Il Napoli non deve perdere la propria identità"


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Pubblicato nella sezione Altre notizie
Lettera aperta a De Laurentiis: Il Napoli non deve perdere la propria identità
© foto di SSC Napoli

Riceviamo e pubblichiamo la lettera, di Salvatore Lonato, tifoso della squadra azzurra, che si rivolge ad Aurelio De Laurentiis.


Il Napoli ha iniziato la stagione in modo decisamente negativo, la situazione sta peggiorando partita dopo partita. Massimiliano Allegri non è riuscito a trovare la giusta strada e sintonia con il gruppo, mentre Aurelio De Laurentiis resta in un preoccupante silenzio. In estate non è arrivato nessun calciatore degno di nota, i tifosi sono giustamente in allerta. Riceviamo e pubblichiamo la lettera, di Salvatore Lonato, tifoso della squadra azzurra, che si rivolge al patron azzurro.


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Lettera aperta ad Aurelio De Laurentiis

"Gentile Presidente, Le scrivo da tifoso del Napoli, con la stima e la riconoscenza che ho sempre avuto nei Suoi confronti. La considero, senza alcun dubbio, il miglior presidente della storia del Calcio Napoli. Le sarò sempre grato per aver preso una società dalle macerie e averla riportata ai vertici del calcio italiano ed europeo, costruendo qualcosa che sembrava impensabile. Ma c'è un altro aspetto della Sua presidenza che ho sempre apprezzato: la filosofia calcistica che ha portato avanti per tanti anni, così vicina al carattere e all'anima del popolo napoletano. Un Napoli che cercava di vincere attraverso il gioco, il talento, la fantasia e il coraggio".


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"Qualcosa è cambiato negli ultimi tre anni"

"Da circa tre anni, però, ho la sensazione che qualcosa sia cambiato. E non mi riferisco ai risultati, ma proprio all'idea di calcio. Non ho mai condiviso la filosofia di allenatori come Conte e Allegri. Ne riconosco i meriti e i successi, ma rappresentano un calcio nel quale il risultato sembra contare più di ogni altra cosa. Un modo di intendere questo sport che, a mio parere, è lontano dalla nostra storia e dalla nostra identità".

"Perché Napoli non è Torino e non è Milano. Napoli ha un rapporto con il calcio che va oltre le vittorie e i trofei. Napoli è identità, è orgoglio, è appartenenza a una città e a quei colori azzurri nei quali un intero popolo si riconosce. E la squadra, come tante volte è accaduto nella sua storia, dovrebbe rispecchiare l'anima di questa città".

"Noi napoletani ci siamo esaltati anche per calciatori che forse non erano considerati grandi campioni, che oggi probabilmente nessuno definirebbe top player. Ma avevano estro, fantasia, voglia di osare, quella cazzimma che noi adoriamo. Bastava una giocata, un dribbling, un'invenzione per farci innamorare".

"Napoli vive anche di emozioni"

"Perché a Napoli non ci siamo mai innamorati soltanto di chi vinceva, ma soprattutto di chi sapeva emozionarci. E non è un caso che questa sia la città di Diego Armando Maradona, che per noi non è stato semplicemente il più grande calciatore, ma il simbolo dell'orgoglio, del riscatto e dell'identità di un popolo".

"Faccio fatica a riconoscermi in Conte o Allegri"

"È per questo che faccio fatica a riconoscermi in una filosofia calcistica come quella di Conte o Allegri. Non credo che questi allenatori abbiano mai rappresentato, né possano rappresentare, i valori calcistici più profondi della nostra città".

"Presidente, io voglio vincere, come tutti i tifosi del Napoli. Ma vorrei farlo senza perdere ciò che siamo. Vorrei una squadra che abbia il coraggio di giocare, di rischiare, di divertire, anche quando questo significa esporsi alla possibilità di perdere. Lei per tanti anni ha dimostrato che tutto questo è possibile. Ha costruito un Napoli competitivo e vincente, capace allo stesso tempo di regalare un calcio bellissimo. Ed è proprio quella filosofia che oggi mi manca e che vorrei ritrovare".

"Non voglio contestare"

"Non Le scrivo per contestare ciò che ha fatto, ma perché ho una grande considerazione di Lei e di quello che ha costruito. E mi dispiacerebbe vedere il Napoli rinunciare a una parte così importante della propria identità. Perché i trofei riempiono le bacheche, ma è l'identità che riempie il cuore di un popolo. Ed è proprio per questo, Presidente, che Le chiedo di valutare il rimborso del mio abbonamento per la stagione 2026/2027. Non è una questione di risultati, di vittorie o di sconfitte. È una questione di emozioni, di appartenenza e di ciò che mi aspetto quando vado allo stadio a sostenere la squadra che amo".

"Non mi riconosco in questo modo d'interpretare il calcio"

"Mio malgrado, la domenica non assisto più a uno spettacolo che mi aggrada. Non mi riconosco in questo modo di interpretare il calcio e non provo più quelle emozioni che per tanti anni mi hanno accompagnato. Semplicemente perché vedo una squadra che indossa la maglia azzurra, ma non vedo il Napoli".

"Con sincera stima e riconoscenza,

ing. Salvatore Lonato".


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Alessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.
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