La UEFA abolisce il Fair Play Finanziario. L'Europa del calcio pensa a una "luxury tax"

Addio al Fair Play Finanziario: l'obbligo del pareggio di bilancio, non č pių sostenibile. Si studia un nuovo modello per il calcio europeo.
Il presidente della UEFA Ceferin annuncia un nuovo modello di regole per il calcio europeo, dopo che il Covid ha spazzato via questo. Il nuovo principio alla base? “Spendi il necessario”, come racconta La Gazzetta dello Sport. Così almeno Uefa, presidenti e analisti smetteranno di litigare su meriti e colpe del fair play finanziario. Salvezza del calcio? Controllo oppressivo? Aiuto per i top club? Non importa più, sono ormai questioni per gli storici. Congelato quasi un anno fa causa virus, oggi per l’Uefa il fair play è il passato. Non ha più senso. Illudersi che le squadre possano rispettare i nuovi parametri meno rigorosi del pareggio di bilancio è pura utopia. Di Fair Play Finanziario, insomma, non se ne farà un altro.
Come si dovrà agire, dunque, d'ora in poi? Il nuovo modello, figlio della crisi economica dovuta al Covid, che ha ridotto all'osso le entrate dei club, mette nel mirino sprechi e soprattutto eccessi, tra cui gli stipendi dei giocatori e le commissioni degli agenti. Un’idea potrebbe essere l’introduzione di una luxury tax per garantire la conformità ai regolamenti europei: si compra un giocatore, si versa una percentuale da distribuire al sistema. Inoltre, le sanzioni sportive potrebbero essere ridotte in favore di maggiori sanzioni economiche. Le nuove regole potrebbero entrare in vigore dalla stagione 2022-23, con un periodo di adattamento graduale di qualche anno prima dell'entrata a regime.







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