La Top 11 di Cruyff: in avanti Maradona e Pelè, sorpresa a centrocampo

L'indimenticato fenomeno olandese, prima di morire, stilò il suo 11 ideale, la formazione più forte della storia del calcio.
"La mia rivoluzione" è l'autobiografia del leggendario Johan Cruyff: arrivò in tutte le librerie a circa 6 mesi dalla precoce scomparsa del mitico campione oranje a marzo del 2016. Il fuoriclasse dell'Ajax parla di tutto: dai trucchi del papà, i milioni gettati via, liti, nemici-amici, trionfi e cadute.
E c'è anche il personalissimo best 11, ovvero un dream team composto quasi esclusivamente da glorie del passato, della sua generazione e non solo, eccezion fatta per Pep Guardiola. E' l'attuale allenatore del Manchester City la vera sorpresa. In porta il grande portiere russo, unico Pallone d'Oro coi guantoni della storia, Yashin, davanti a lui il tedesco Franz Beckenbauer, il brasiliano Carlos Alberto e il compagno di Cruyff, Krol.
Poi, appunto Guardiola insieme a Sir Bobby Charlton, quindi sulle fasce la fantasia di Di Stefano e Garrincha; in attacco, ovviamente, Maradona-Pelè, insieme a un altro olandese: il leader carismatico del Grande Ajax dei primi anni Settanta Piet Keizer. Una formazione sensazionale. Cruyff è stato definito da Gianni Brera il Pelè bianco, ed è stato anche lui un fenomeno degno di essere presente in tutte le formazioni.








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