La forza degli errori per Aurelio De Laurentiis

Vincenzo Imperatore, scrittore e analista finanziario, affronta l'attuale momento del Napoli da un punto di vista imprenditoriale e manageriale.
Le dichiarazioni odierne di Aurelio De Laurentiis alla LUISS sono una conferma: il presidente conosce gli effetti del “modello del formaggio svizzero” di James Reason. Sebbene sia tacciato di ostinazione, arroganza e narcisismo, è consapevole del fatto che la responsabilità degli “errori” umani in un’azienda è sempre sistemica: i suoi “errori” e quelli dei suoi collaboratori (errori umani dovuti a incompetenza o a inesperienza) hanno la loro matrice nei criteri di gestione aziendale. L’errore aziendale, infatti, non ha origine dalla natura umana, bensì è legato a fattori sistemici che ricorrono nei luoghi di lavoro e nei processi organizzativi nei quali emergono. La contromisura da adottare è quindi cambiare le condizioni in cui l’essere umano lavora. E con tempestività
Si è assunto la responsabilità dell’errore migliorando addirittura il processo di riconoscimento degli sbagli rispetto alla situazione che si ritrovò a gestire quando, consapevole delle cantonate prese nella valutazione complessiva del potenziale psicologico dei calciatori, impostò con grave ritardo (Ancelotti glielo aveva consigliato tre anni prima) il mercato dell’estate 2022 guardando più alla testa che non ai piedi dei nuovi arrivi, alla ricerca di quella leadership in campo che forse era anche soffocata dalla presenza di “leader tossici” (alias “i fantastici perdenti” come Mertens, Insigne e Koulibaly).
La leadership è indispensabile, nei consigli di amministrazione delle aziende come negli spogliatoi delle squadre di calcio, nella politica e nelle redazioni dei giornali. Troviamo un leader anche tra i pensionati che giocano a carte al circolo del paese. La leadership è la capacità di far conseguire a un gruppo di persone determinati obiettivi. Si tratta di una competenza/capacità volta a influenzare le persone a impegnarsi volontariamente per obiettivi comuni. C’è qualcuno che è più ascoltato degli altri, un punto di riferimento nel bene e nel male.
In altri termini, il Napoli è una società che, lo ripeto da anni e anche nel mio ultimo libro “A scuola da De Laurentiis”, si è ormai adattata ai cambiamenti e ai modelli vincenti, facendo tesoro anche degli sbagli. Le skills maggiormente richieste ai collaboratori del Napoli sono la flessibilità e la capacità, massima espressione dell’intelligenza umana, di riconoscere gli errori, considerati un’opportunità per migliorare.
Il punto su cui, anche in questa circostanza, si è lavorato resta il fast failure (sbagliare velocemente): l’accettazione che il progetto può presupporre, anche, l’insuccesso. E che bisogna procedere comunque. Come quando in barca a vela cambiano i venti e bisogna modificare la rotta sapendo che per raggiungere la destinazione ci vorrà un po’ più di tempo, ma che essa rimane invariata. Quanti imprenditori lo fanno?






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