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La denuncia di una scultrice: "Napoli non ha voluto la mia statua di Maradona"

L'artista napoletana aveva realizzato una scultura dedicata a Diego Armando Maradona con l'intento di donarla ai cittadini partenopei.


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

03/12/2021 11:07 - Altre notizie
La denuncia di una scultrice: Napoli non ha voluto la mia statua di Maradona

Emilia Currarone, giovane scultrice napoletana, è stata la prima artista a proporre una statua di Diego Armando Maradona al Comune di Napoli. Al momento la sua opera però non ha ancora trovato una giusta collocazione. L'artista ha investito nella statua di bronzo alta due metri, dedicata al Pibe de Oro, tutte le sue energie e i suoi risparmi. Ad ilovemagazine.it ha raccontato: "Ho sofferto molto nell’ultimo anno proprio in merito alla scultura, non lo nascondo, ho scelto di ingoiare il dolore e andare avanti, ma sento di aver vinto a modo mio perché so quanto sia vero ciò che ho vissuto, fatto e sentito. Terminata esattamente il 24 dicembre in tutti i suoi dettagli e iniziata esattamente nei giorni seguenti la sua morte, ho pensato di farla vedere a qualcuno e contattai dei politici del comune di Napoli di cui ricordai avere il numero telefonico".

"Il politico di turno, mi mise subito in contatto con l’Associazione dei commercianti di Forcella per poter posizionare la scultura al centro storico in esposizione per un breve periodo o in maniera permanente. Le Associazioni del territorio si sono prodigate trovando i fondi per la fusione in bronzo, ma il Comune dopo molte promesse, ha deluso la sua stessa parola senza darmi risposte concrete in merito".


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L'artista ha aggiunto: "Voleva essere un modo per promuovere il territorio e dare un messaggio ai giovani. Tutto questo, prima che uscisse il bando di concorso per la scultura destinata allo stadio, bando a cui ho partecipato con un progetto diverso rispetto a questo già creato, bando revocato che ha escluso la possibilità a chi come me ed altri aveva partecipato. Io la scultura ce l’avevo già. Ho chiesto aiuto, volevo donarla, cercavo una mano, ma c’erano silenzi continui. Alla fine, deluse tutte le aspettative e non avendo neanche più il sostegno e dunque i fondi delle associazioni per realizzare il bronzo, presi una decisione che è quella che mi consente oggi di raccontare".


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