L'eroe smascherato. A Bologna Osimhen si scopre Bruce Wayne senza mantello
Victor calcia un rigore brutto, ma c'è chi incolpa la sfortuna. La reazione del bomber contro Garcia è il simbolo di un Napoli nervoso e in confusione.

"Se la Dea della fortuna porta la benda sugli occhi, l'emoticon della cattiva sorte si infila la maschera di Osimhen" è la sintesi di Bologna-Napoli, secondo il club azzurro. In parole povere: colpa della iella. Facciamo un bel respiro e riflettiamo. Al Dall'Ara, in realtà è Victor a mostrare il suo volto e scoprirsi meno eroe e più umano. Il trascinatore che tutti ricordavamo è oggi un Bruce Wayne senza maschera né mantello, un Batman nudo che si spoglia del costume da paladino per non celare al mondo i limiti dei suoi tratti temperamentali. Di sfoghi privi di bon ton, ne avevamo visti già contro Spalletti - i più lo ricorderanno - ma in un momento come questo, sembra l'ultima goccia di un vaso che trabocca, più che un caso isolato. L'allenatore di Certaldo, con la sua esperienza, seppe educarlo; il nuovo coach riuscirà a fare altrettanto?
Che Garcia abbia sbagliato il cambio, lo capirebbero anche a Gotham e persino sul lontano Krypton, ma non l'entraîneur dal capo bardato, ancora perso nel suo mondo immaginario: "Critiche? Una minoranza" e "Lindstrom era in panchina e non ho potuto utilizzarlo" tra le perle del post-gara, come se non toccasse a lui leggere le situazioni, gestire gli umori e decidere chi mandare in campo; ma l'errore del bomber è doppio, spia di un'insofferenza palpabile quanto evidente è la scarsa considerazione nei confronti di chi lo spogliatoio dovrebbe comandarlo e non contribuire ad agitarlo, di chi della panchina del Napoli dovrebbe reggerne il peso, non venirne schiacciato.
Chiariamolo: un rigore tirato male, largo, non può essere imputato alla malasorte; come l'inquietudine del nigeriano andrebbe contenuta e non spiattellata in mondovisione; ma è altrettanto vero che, proprio nei momenti difficili, un allenatore leader deve dimostrare di saper guidare e far emergere i valori della rosa, anziché sopprimerli.
A mettere a nudo le insicurezze del Napoli, mentali e ambientali, nella sera in cui era più corto ed accorto e meglio messo in campo, ci ha pensato prima Rudi e poi Victor. Non sono bastati due ritiri, amichevoli, un esordio traballante in Champions e cinque giornate di campionato a far scattare la scintilla. Per non parlare degli infortuni, vera mattanza di muscoli sfilacciati e fibre affaticate.
I giocatori delegittimano il mister e De Laurentiis, a Milano per la fashion week, rompe il silenzio per twittare: "Si riparte da Bologna. Bravi tutti!". Più che della sfilata di Armani, si preoccupi di non vedere il Napoli sfilarglisi di mano. Non ha senso nascondere la polvere sotto il mantello o il cappello. La leadership di Garcia vacilla. Semmai c'è stata.
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