Juventus, debiti per 400 milioni! Forgione: "La Exor rianima Agnelli, ma cosė si vince solo in Italia"

La situazione finanziaria della Juventus č decisamente allarmante, il club bianconero č pieno zeppo di debiti.
In casa Juventus è scattato l'allarme rosso per i conti economici del club. Angelo Forgione, scrittore e storico napoletano, ne ha parlato in un lungo post sul proprio profilo Facebook: "La Juventus FC accompagna all'uscita il quasi trentatreenne Higuain, caricandosi di 18 milioni di minusvalenza e versandogli 4,5 milioni di buonuscita, per sostituirlo con l'ultratrentaquattrenne Dzeko, con lo stesso ingaggio di Higuain (7,5 milioni netti, oltre 13 lordi) e versando 15 milioni alla Roma. A conti fatti, il cambio peserà per 37,5 milioni. E intanto Dybala pretende lauto aumento d'ingaggio. Poco male, ci penseranno come sempre gli azionisti a metterci una pezza. Il progetto di bilancio d'esercizio 2019/20 è stato approvato con un passivo stagionale di 71,4 milioni di euro, che sale intorno ai 90 con la risoluzione del contratto di Higuain. Andrea Agnelli e la stampa in genere tendono a incolpare il Covid, che ha impattato su tutto il calcio ma ha consentito al club bianconero di congelare 90 milioni di euro sul bilancio attuale, una manna dal cielo concordata a marzo con i calciatori con la rinuncia momentanea a quattro mensilità, una somma utile ad ammortizzare le perdite da pandemia".
Forgione prosegue nella sua analisi: "La realtà è che il problema delle finanze bianconere è antecedente al Covid. Il “rosso” è il terzo consecutivo dopo il -19 del 2017/18 e il -40 del 2018/19. L'acquisto di Ronaldo, finalizzato soprattutto a vincere la Champions League, ha stressato enormemente il rapporto costi-ricavi. Sono cresciuti entrambi, ma i primi molto più dei secondi. 115 milioni il costo del cartellino (da ammortizzare in quattro anni) più un esborso di circa 60 milioni all’anno per lo stipendio, che è pari a 31 milioni netti a stagione. Conti ulteriormente sballati la scorsa estate con l'ingaggio di De Ligt, oltre a quelli di Rabiot e Ramsey. Sforzi insufficienti ad andare oltre i quarti di finale di Champions, competizione che nella relazione finanziaria del 30 giugno 2019 era indicata come fondamentale per influenzare l'esercizio 2019/20, già peraltro previsto in perdita. Con l'uscita prematura addirittura agli ottavi, la Juventus ha lasciato per strada almeno una ventina di milioni, Covid o non Covid. Quella che sta per iniziare sarà evidentemente l'ultima stagione di CR7 in bianconero, anche se il contratto prevede scadenza nel 2022. Il club non prolungherà lo sforzo e pertanto se ne separerà prima di perderlo a zero. Tradotto in soldoni, o la Juventus vincerà la Champions quest'anno o l'operazione Ronaldo, con tutti gli scudetti annessi, sarà certificata come un flop. L'indebitamento finanziario netto è salito a 385,2 milioni. Lo scorso anno era a quota 463,6 milioni, ma il calo è solo apparente dacché lo scorso Gennaio è stata immessa una ricapitalizzazione record da 300 milioni che ha consentito di ridurre a 326,9 il precedente buco. Si è trattata della più imponente ricapitalizzazione nella storia della società bianconera, consentita dalla partecipazione azionaria al 63,77% circa di Exor N.V., la holding di famiglia pronta a medicare le finanze juventine, sostenute anche dalla sponsorizzazione Jeep del gruppo FCA, anch'esso afferente ad Exor N.V., incrementata sempre ad ottobre di 25 milioni all'anno, da 17 a 42, con la possibilità di arrivare presto a 46 milioni concludendo positivamente le negoziazioni per il rinnovo avviate anticipatamente rispetto alle tempistiche contrattuali. E non c'è motivo per pensare che la mano destra di famiglia non stringa la sinistra. Il fatto è che proprio Exor N.V., nel suo report finanziario del 2019, ben prima dell'inaspettata emergenza Covid, aveva confermato la criticità della gestione del club: "(…) la straordinaria crescita dei ricavi nell'ultimo decennio non si è tradotto in una redditività sufficiente". Proprio Exor, coprendo grandissima parte dei passivi e facendo da paracadute alla Juventus in continuo dissesto, è garanzia di vittorie del club in Italia. Ad oggi, solo Juventus e Inter possono consentirsi di indebitarsi continuamente per vincere, senza dover mai ridimensionare gli obiettivi. Ciò non può avvenire in Europa, dove gli investimenti di una decina di club sono assai più ingenti di quelli della Juventus. Salvo poi veder vincere la Champions da un Bayern Monaco privo di debiti, proprio il club che Andrea Agnelli aveva inteso superare al quarto posto nel ranking UEFA per poi ritrovarlo al primo posto. Il presidente bianconero, lo scorso ottobre, annunciando la ricapitalizzazione record da 300 milioni, azzardò anche un'altra previsione: «Immaginiamo il 2019-2020 come un nuovo anno zero della Juventus». I fatti hanno detto che si è trattato di un nuovo bagno di sangue dei conti".
Forgione conclude: "La situazione è critica, e sarebbe irrecuperabile se non vi fosse Exor a togliere sempre le castagne dal fuoco. La Juventus prevede un bilancio in perdita anche per la stagione 2020/21, quando dovrà far fronte anche al pagamento degli stipendi congelati e rimandati, oltre a dover verificare il risultato del computo plusvalenze/minusvalenze. La politica della Juventus pluriscudettata è quella di indebitarsi pesantemente, sapendo di avere le spalle coperte. Debiti che bastano per vincere in Italia ma non sufficienti per contrastare i top team europei. E infatti vince da nove anni consecutivi lo scudetto mentre in Europa non riesce a fare la voce grossa. Neanche con Ronaldo".







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