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Juliano snobbato dalla nazionale italiana perché giocava nel Napoli, splendido post di Di Fenzo

"Forse è l'unico giocatore al mondo ad aver disputato tre mondiali sempre da riserva". La geo-politica nel calcio nel ricordo di Pasquale Di Fenzo.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

13/12/2023 16:19 - Altre notizie
Juliano snobbato dalla nazionale italiana perché giocava nel Napoli, splendido post di Di Fenzo

Pasquale Di Fenzo, grande tifoso del Napoli e notevole competente di calcio, ha ricordato il grande Totonno Juliano con un bellissimo post in cui ha tratteggiato la storia della bandiera azzurra: "Di San Giovanni a Teduccio, figlio di salumieri, era nato negli ultimi giorni di dicembre del 1942, anche se gli almanacchi riportano che era nato il primo gennaio del 1943, ma come lui stesso chiarì in un'intervista era nato qualche giorno prima. Allora, dato che le donne partorivano in casa e non in clinica, per i figli maschi, era d'abitudine l'iscrizione all'anagrafe il primo giorno dell'anno nuovo. Questa era un'usanza abbastanza comune per poter rimandare il servizio militare di un anno. Inoltre i nati nell'ultimo trimestre dell'anno, erano destinati a fare il militare in marina, dove la leva durava 24 mesi e non 12 come nell'esercito. Juliano ha disputato 16 campionati nel Napoli, divenendone lo storico capitano. Per ripicca nei confronti di Ferlaino disputò il suo ultimo campionato nel Bologna. Forse l'unico giocatore al mondo ad aver disputato tre mondiali sempre da riserva. Giocava nel Napoli, e la geo politica di allora ne impediva la titolarità in Nazionale. Persino il suo amico Zoff divenne titolare inamovibile solo dopo essere passato alla juve. Nel 66 fu riserva di Bulgarelli, che fu schierato contro la fatal Corea anche se non in perfette condizioni fisiche, coi risultati che tutti sappiamo, anche perché all'epoca non erano previste sostituzioni". 

Poi ha aggiunto: "Nel 70 fu riserva di De Sisti, e riuscì a disputare uno scampolo di finale contro il Brasile, quando il risultato era già compromesso. Nel '74 ancora riserva, questa volta di Capello. E le cose andarono ancora peggio. La sua ultima partita in Nazionale coincise con l'esordio di Antognoni, con un'immeritata sconfitta contro l'Olanda di Cruijff. Da dirigente fu chiamato due volte da Ferlaino per salvare la barca in affondamento. La prima volta portò a Napoli Ruud Krol, la seconda Diego Armando Maradona. E scusate se è poco. Sempre arguto e senza peli sulla lingua, ha sempre detto quello che pensava, quindi non avrebbe potuto coesistere nel calcio attuale. Ezio Vendrame, altro tipino speciale passato dalle parti di Napoli, gli dedicò un libro dal titolo "Capitano, o mio capitano". Fa buon viaggio, Totonno, Eterno Capitano di tutti i tifosi del Napoli".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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