Il Tar respinge il ricorso della Figc sull'indice di liquidità. Criscitiello: "Gravina si dimetta"

Il 13 giugno il Collegio di Garanzia del Coni aveva parzialmente accolto l'appello della Lega di A escludendolo di fatto dai requisiti obbligatori per l'iscrizione al prossimo campionato.
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato in via cautelare dalla Federcalcio contro la decisione del Collegio di Garanzia del Coni sull’applicazione dell’indice di liquidità per le società. Lo scorso 13 giugno il Collegio di Garanzia del Coni aveva parzialmente accolto l’appello della Lega di serie A escludendolo di fatto dai requisiti obbligatori per l’iscrizione al prossimo campionato. Da qui la scelta presa in via Allegri di rivolgersi al Tar del Lazio, che aveva accolto anche la richiesta della Figc di abbreviazione dei termini del ricorso.
Ecco quanto si legge nella ordinanza del Tar: "Non risulta dimostrato alcun pregiudizio grave e irreparabile in ordine ai futuri adempimenti amministrativi e all’avvio del campionato di Serie A, in dipendenza degli effetti del dispositivo della decisione del Collegio di Garanzia, nelle more della pubblicazione della motivazione, fermo restando che la presente controversia è circoscritta al Manuale delle Licenze della serie A, e avuto riguardo ai poteri di cui la Federazione è titolare e alla concreta situazione dei club di serie A. Occorre anche aver riguardo al concorrente rilievo del principio della pregiudiziale sportiva, che preclude una valutazione analitica del fumus boni juris, anche con riferimento ai vizi procedurali prospettati dalla ricorrente (ivi compreso il profilo dell’incompetenza delle Sezioni Unite del Collegio), in assenza della pubblicazione della motivazione della decisione, atteso che nel nostro ordinamento la motivazione è coessenziale al giudizio; che occorre quindi valutare sinteticamente la pretesa cautelare dell’istante, la quale si riflette particolarmente nel periculum in mora e che quindi la domanda cautelare proposta avverso il dispositivo deve essere respinta".
Secco il commento di Michele Criscitiello: "Il declino di Gravina inizia con la battaglia persa sui fondi, raggiunge il culmine con il flop Mondiale, rischia con la sentenza Chievo e perde la sfida sull’indice di liquidità. Infantino da Lotito. La FIGC non può continuare così: le dimissioni adesso diventano un atto dovuto".






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